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Iran, il regime massacra

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In Iran il massacro continua. Ieri gli attivisti hanno dichiarato che il bilancio delle vittime delle manifestazioni in tutto il paese è salito ad almeno 544 secondo la CNN, ma emergono voci di 3.000 morti solo nell’ultima settimana.

Secondo ISW, Institute for the study of war, il regime sta facendo affluire veri e propri criminali jihadisti nel paese per mettere in atto le uccisioni di massa, la feroce repressione che non sono riuscite a compiere appieno le forze pasdaran.

Khamenei, oltretutto, sembra posseduto da un’angoscia paranoide e non si fida del tutto del Corpo dei guardiani della rivoluzione.

Numerosi combattenti delle milizie Hashd al-Shaabi stanno aiutando il regime nelle operazioni di brutale repressione e nel massacro dei manifestanti nelle strade con esecuzioni sommarie dei manifestanti catturati.

I feriti sono migliaia. Gli ospedali sono al collasso, come riferiscono operatori umanitari, medici e altri operatori sanitari.

“I combattenti per la libertà”, come vengono definiti i giovani in lotta per la liberazione dell’Iran dalla Repubblica islamica, che sono trucidati dai miliziani sciiti, vengono portati in un centro clandestino dove si occultano i cadaveri.

Sono strazianti il pianto e le grida delle famiglie presenti presso il Centro di medicina legale di Kahrizak a Teheran per identificare i corpi dei loro cari.

Le immagini che ci giungono da fonti nella capitale iraniana sono strazianti.

A Kahruzak hanno allestito un vecchio carcere per portarvi i corpi dei giovani trucidati.

Il dittatore Kameney ha messo in azione le pattuglie Basij. Si tratta della milizia creata da Khomeini nel 1979.

Le pattuglie Basij sono costituite da paramilitari volontari sotto il comando dell’IRGC: poveri, rurali, conservatori, organizzati attraverso le moschee che fanno rispettare la moralità islamica e reprimono il dissenso da 45 anni.

I Basij hanno guidato la repressione delle proteste elettorali del 2009, hanno represso le proteste di Mahsa Amini del 2022 e sono famosi per gli attacchi “a ondata umana” per bonificare i campi minati durante la guerra Iran-Iraq. Ora monitorano l’attività online e arrestano i blogger.

Nel frattempo diversi rapporti segnalano movimenti di aerei militari statunitensi nelle zone vicine all’Iran.

L’Iran ha attivato varie misure di sicurezza.

Secondo fonti dei dissidenti iraniani le nuove misure sarebbero le seguenti:

1. “La fortezza del comando”: Jamaran (Teheran nord)

È apparso il NOTAM n. (A0482/26). * Posizione: Coordinate estremamente precise nel distretto di Jamaran (Teheran nord).

* Importanza critica: questa zona è la residenza del Leader Supremo e la sede della più alta leadership politica.

* Analisi: L’attivazione di una “Kill Box” (zona di esclusione) sopra il Quartier Generale Supremo alle 01:30 del mattino indica che l’IRGC prevede un “attacco di decapitazione”. Sono stati attivati ​​sistemi di difesa puntuale per proteggere direttamente la “Leadership di livello 1”.

2. “Chiusura dei cieli della capitale”: divieto totale di volo. È apparso il NOTAM n. (A0480/26).* Posizione: un raggio di 50 miglia nautiche attorno a Teheran. * Contenuto: Sospensione di tutte le operazioni di aviazione civile (decollo e atterraggio) negli aeroporti di Mehrabad e Imam Khomeini fino a nuovo avviso.

* Analisi: Questa è la misura più critica. La capitale è ora completamente isolata dall’aria. Nessun aereo passeggeri, nessun cargo e nessun jet privato. Il cielo è completamente libero per i sistemi di difesa aerea, che possono così colpire qualsiasi bersaglio che appaia sul radar. Questo è in genere l'”Avviso Finale” prima dell’inizio del combattimento.

3. “Quartier Generale della Marina”: Bandar Abbas. È apparso il NOTAM n. (A0488/26).

* Posizione: sopra il quartier generale delle forze navali a Bandar Abbas (non sull’intero porto).

* Analisi: Dopo la messa in sicurezza di navi e isole, la “Sala Operativa” che gestisce la guerra navale nel Golfo è ora in fase di messa in sicurezza. L’obiettivo è proteggere i comandanti che impartirebbero l’ordine di chiudere lo Stretto di Hormuz.

4. “Scudo antimissile balistico”: Semnan – NOTAM n. A0485/26.

* Contenuto: Attivazione dei sistemi radar ad alta frequenza a Semnan.

* Analisi: Questi radar (come il radar “Ghadir”) sono progettati per rilevare missili balistici ostili immediatamente dopo l’ingresso nell’atmosfera. La loro attivazione segna il passaggio dal “monitoraggio degli aerei” al “monitoraggio dello spazio”, in previsione dei missili “Jericho” o dei missili transcontinentali americani.

Conclusione: La leadership è sotto la massima protezione (Jamaran); i cieli sono completamente chiusi (vietato l’accesso all’aviazione civile).

Lo Stato iraniano è entrato nel “silenzio prima della tempesta”.

Il presidente Donald Trump ha affermato che l’Iran vuole negoziare con Washington dopo la sua minaccia di colpire la Repubblica islamica per la sanguinosa repressione dei manifestanti.

L’Iran non ha reagito immediatamente alla notizia, giunta dopo che il ministro degli Esteri dell’Oman, da tempo interlocutore tra Washington e Teheran, si è recato in Iran questo fine settimana.

Resta poco chiaro inoltre cosa l’Iran potrebbe promettere, soprattutto perché Trump ha imposto richieste severe sul suo programma nucleare e sul suo arsenale di missili balistici, che Teheran insiste siano cruciali per la sua difesa nazionale.

Secondo due persone a conoscenza delle discussioni interne alla Casa Bianca, che hanno parlato a condizione di mantenere l’anonimato, Trump e il suo team per la sicurezza nazionale hanno valutato una serie di possibili risposte contro l’Iran, tra cui attacchi informatici e attacchi diretti da parte degli Stati Uniti o di Israele.

“L’esercito ci sta valutando e stiamo valutando alcune opzioni molto valide”, ha detto Trump ai giornalisti sull’Air Force One domenica sera.

Interrogato sulle minacce di ritorsione dell’Iran, ha affermato: “Se lo faranno, li colpiremo a livelli mai raggiunti prima”.

Trump ha affermato che la sua amministrazione è in trattative per organizzare un incontro con Teheran, ma ha avvertito che potrebbe dover agire per primo, dato che aumentano le notizie sul bilancio delle vittime in Iran e il governo continua ad arrestare i manifestanti. “L’incontro – ha aggiunto – è in fase di organizzazione, ma potremmo dover agire a causa di ciò che sta accadendo prima dell’incontro. Ma un incontro è in fase di organizzazione.

Il canale israeliano Channel 14 ha riferito: Dopo che la Casa Bianca ha pubblicato un messaggio in cui affermava che Dio protegge le forze armate di questo Paese, sono emerse segnalazioni di aerei statunitensi in volo nei pressi dello spazio aereo iraniano. Diversi aerei da rifornimento e bombardieri B-52 statunitensi sono decollati da una base aerea in Qatar.

Aerei speciali statunitensi sono arrivati in Pakistan per un possibile attacco all’Iran.

È interessante notare che questi velivoli entrano ripetutamente nello spazio aereo iraniano per poi tornare direttamente in Pakistan. Il KC-135R Stratotanker è un aereo da rifornimento in volo utilizzato dall’Aeronautica Militare statunitense, che solitamente opera insieme ai caccia. Ciò suggerisce la presenza di velivoli stealth, probabilmente F-35 o F-22 di quinta generazione, non rilevabili dai radar.

Sono giornate febbrili, ma una questione è chiara: se non si distrugge l’Asse del male” che ha la sua testa a Teheran, il Medio Oriente continerà ad essere destabilizzato e gli iraniani continueranno ad essere oppressi da un regime orribile.

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  • Redazione

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