
di Sergio Ansuini
Come dietro ad un grande uomo c’è spesso una grande donna così dietro ad una grande firma di gioielleria c’è un laboratorio di maestri orafi che danno vita alle idee. I creativi hanno bisogno di artefici, nel senso etimologico del termine, perché i metalli, le pietre, gli smalti e i materiali si plasmino e si uniscano formando i capolavori.
Le grandi Maison hanno nella maggior parte dei casi laboratori interni, ma spesso affidano le loro creazioni anche ad atelier esterni che producono in maniera riservata tenendosi nell’ombra. Così il quasi nascosto atelier Carvin French di Carponcy e Chervin dà vita a creazioni di Verdura, Bulgari, Van Cleef & Arpels, Cartier, Tiffany ed altri.
Andrè Chervin nasce a Parigi nel 1927 da una famiglia ebraica. Il padre Samuel nel 1904 emigra in Francia dalla Polonia a causa dell’antisemitismo. La madre Sarah, parigina, proviene da una famiglia attiva nel mondo orafo con negozi in varie città. Si sposano nel 1917 ed aprono una gioielleria ed orologeria nel Marais. Il 14 Giugno 1940 le truppe del Terzo Reich entrano a Parigi. Samuel e Sarah perdono il negozio a causa della “arianizzazione” poi nel 1942, per sfuggire ai lager, fuggono con i figli nella Francia di Vichy. Nel 1945 ritornano a Parigi e con un’azione legale riescono a rientrare in possesso del loro negozio che gestiranno fino al ritiro dagli affari nel 1960.

Andrè, dopo la scuola superiore, si iscrive alla “Alta Scuola di Gioielleria” dove apprende le varie tecniche orafe. Dopo aver fatto il servizio militare porta a termine l’apprendistato divenendo un orafo completo in grado di gestire l’intero ciclo di lavorazione. Il 15 febbraio 1951 “solo per dare uno sguardo” si imbarca al porto di Le Havre per New York dove ha degli zii. Dopo pochi giorni negli USA, rispondendo ad un annuncio su un giornale, inizia a lavorare in una gioielleria. Un’amica di famiglia Alma Zimmer gli fornisce un dizionario per aiutarlo a comprendere l’inglese. Alma nel 1954 diviene sua moglie e gli dà due figli: Ronald (1961) e Carole (1964). Chervin lavora poi per altri due atelier e nel 1952 entra a far parte dell’importante laboratorio di Louis Feron.

Louis Feron (1901-1998) nacque a Rouen e svolse l’apprendistato a Parigi. Nel 1933 vinse il titolo di “miglior cesellatore, orafo e argentiere di Francia “con l’opera la “Testa di Giovanni” ora al Museum of Fine Art di Boston. Scultore, cesellatore ed orafo fu decorato alla Sorbona, ma nel 1934 emigrò in Costa Rica dove aprì un suo laboratorio. Fu nominato professore alla “Scuola di Lavori Pubblici”. Partecipò alla vita culturale del paese e nel 1987 ricevette dal governo del Costa Rica un encomio per il suo “Grande contributo al patrimonio artistico e culturale della Nazione.”

Nel 1945 Louis Feron incoraggiato da Rockfeller, che a San Josè era rimasto colpito dai suoi lavori, si trasferì a New York. Nel 1951 ottenne la cittadinanza americana. Nella grande mela avviò il suo studio dove creò gioielli e sculture per privati e per le più grandi gioiellerie. Le sue opere sono nei musei di Parigi, Boston, Manchester, in Virginia e nella Cattedrale di Detroit. Nel 1995 trentacinque sue opere sono state esposte nel Musée des Arts Decoratifs di Parigi. Tra i suoi allievi, oltre Chervin. troviamo anche Pierre Etienne Lahaussois, anche lui francese.
Nel 1954 Andrè Chervin e Serge Carponcy, ambedue orafi di Feron, aprono un proprio laboratorio al primo piano di un palazzo al 16 east 52nd street nel cuore della gioielleria di lusso di New York. Il boom economico che segue la Seconda Guerra Mondiale favorisce la nuova attività. L’atelier prende il nome “Carvin French” come parte dei nomi dei soci e per evidenziare la provenienza francese quale garanzia di eccellente lavorazione. L’attività è impostata secondo la tradizione dell’” Finest workshop in the world” ed acquisisce subito un’eccellenza che gli assicura una clientela d’elite. Dai due orafi iniziali nel 1980 l’atelier arriva a contare 40 maestri orafi oltre agli impiegati.

La collaborazione con Fulco di Verdura inizia nel 1958 e si sviluppa creando delle vere opere d’arte. È talmente alta la reciproca fiducia che nel 1964 la produzione di circa il 50 % della gioielleria del grande creatore italiano è assorbita da Carvin French.
Nel 1964 inizia il lavoro con Tiffany, collaborando con i suoi più importanti disegnatori come Donald Caflin e Angela Cummings, dalle loro sinergie nascono idee per importanti gioielli.
Nel 1970 Andrè conosce Nicola Bulgari ed inizia un importante lavoro comune. Tanta è la stima di Nicola per Andrè da commissionargli una meravigliosa collana per la moglie Beatrice.
Nel 1983 Serge Carponcy si ritira dagli affari e Chervin diviene l’unico proprietario. Il lavoro è oneroso. Andrè controlla l’attività di ogni singolo orafo in maniera meticolosa e senza compromessi. Ogni singolo pezzo richiede il lavoro da otto a tredici artigiani differenti. Molti di questi possono entrare nell’atelier solo dopo un’esperienza da 12 a 15 anni di lavoro. Lavora fino a tarda età e la tradizione viene portata avanti dai suoi familiari.






