
L’alba di Sandhya
L’articolo del Direttore dal titolo “I massoni alla ricerca dell’arca perduta” disvela l’orizzonte dell’attualita’ e la contesa tra divinità in corso, come dicono gli autori di “Il mulino di Amleto”. Ma, in realtà, in corso da circa un secolo.
Un secolo, che lo storico Hobsbawm ha definito “breve” perché, a suo dire, compreso tra il 1915 e il 1989, e cioè compreso tra l’inizio e la fine di un nuovo e quindi “attuale” (dal latino “actualitas”) ciclo imperiale.
Ma, allorquando Hobsbawm muore nel 2012, in realtà il ciclo della nuova azione e del nuovo ordine imperiale non è ancora tramontato. Anzi, l’Apparato è all’apice del suo sviluppo scientifico-tecnologico; e, come eternato da Ovidio nelle sue “Metamorfosi”, ha assunto le mutate sembianze dell’Altro. Ma, si tratta pur sempre del ritorno del “Medesimo”.
Rileggendo i Veda, scrive Roberto Calasso che in principio lo scettro del potere era detenuto dagli Asura, vinti poi dai Deva; e quindi, in vero, si tratta pur sempre di una contesa, come si diceva, tra diverse o opposte stirpi divine.
E allora il secolo, che ha portato con sé due guerre mondiali, non è affatto terminato con la caduta dell’impero sovietico; dato che l’avanzata dell’Apparato scientifico-tecnologico è proseguita e prosegue tuttora.
È il ritorno del Medesimo, giammai dell’Eguale; almeno fino all’attualità e secondo una perenne tradizione.
Ma: ora, una delle due divinità – che si contendono da sempre lo scettro – oltre ad assumere diverse e visibili sembianze, coltiva l’arte o la tecnica o la scienza di un nuovo potere transumano, rectius “transumanista”.
Così che lo stesso Calasso, fino ad allora sempre stato avversario della tradizione, già nell'”Innominabile attuale” (2017) avvertiva viceversa il rischio e il pericolo di un nuovo conflitto mondiale tra l’antico dio della tradizione e il nuovo dio del transumanismo.
Il Direttore Danesi ha sempre sostenuto, apertamente e senza infingimenti (!), che i Neocon globalisti americani supportati dai burocrati Unionisti europei avrebbero potuto e forse ancora vorrebbero trascinare l’umanità sull’orlo di una terza guerra mondiale. Così che, oggi, penso che Egli abbia voluto dirci che il tempo di “l’attesa e ciò che è atteso” è terminato. Ora è il tempo di schierarsi e combattere affinché “il secolo breve” abbia davvero fine.





