Home Cultura L’arte degenerata e la collezione Gurlitt – Prima parte

L’arte degenerata e la collezione Gurlitt – Prima parte

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George Grosz, Eclipse of the Sun
George Grosz, Eclipse of the Sun

La Repubblica di Weimar (1919-1933) fu un periodo di grandi turbolenze sociali e politiche.

I freikorps si opponevano agli spartachisti ed ai comunisti in un clima di violenza che però non impediva alle arti di esprimersi in una condizione di libertà inesistente durante l’impero.

Gropius con la Bauhaus riscriveva l’architettura ed il concetto dell’arte. Die Brucke e poi Der Blau Reiter avevano preannunciato l’Espressionismo tedesco che dopo la guerra manifestava un realismo duro che arrivava alla brutalità con artisti come Otto Dix (1891-1969), Max Beckmann (1884-1950) e George Grosz (1893-1959).

(Poster della Mostra di Bauhaus, Luglio – Settembre 1923)

Nel 1933 le camicie brune imposero una cesura totale. Per Nietzsche l’arte è espressione della volontà di potenza.

Il regime non poteva tollerare gli artisti che indebolivano con il “Bolscevismo culturale” e il “Giudaismo” il concetto di idealizzazione e grandezza della razza e della nazione tedesca.

Il potere ideologico attuò un allineamento dei valori sul popolo e perseguitò il Surrealismo, il Dadaismo, il Fauvismo, la Nuova Oggettività, l’Impressionismo, il Post Impressionismo ed il Bauhaus.

(Otto Dix)

All’interno del NSDAP le posizioni non erano omogenee. Goebbels aveva ammirato gli artisti contemporanei e aveva posizioni in contrasto con l’ideologo del partito Rosenberg. Questi trovò, nella sua intransigenza, l’approvazione del pittore Hitler. Il ministro per la propaganda si allineò immediatamente e progettò una grande mostra per schernire quella che fu definita l’Arte Degenerata (Entartete Kunst) contrapponendola all’arte ufficiale nazista.

La mostra sull’Arte Degenerata (Monaco1937) presentava opere, raccolte nei musei tedeschi, di artisti come Chagall, Kandinsky, Klee, Picasso, Van Gogh, Matisse oltre naturalmente gli artisti dell’espressionismo tedesco.

(Hitler e Goebbels)

Le oltre 600 opere erano presentate in maniera caotica con scritte dispregiative e in locali angusti. Del tutto inaspettatamente i visitatori dell’Arte Degenerata furono oltre due milioni mentre quelli della mostra del regime non superarono i 500.000.

Dopo Monaco la mostra toccò le principali città tedesche. Le opere esposte furono poi proposte per la vendita ad acquirenti esteri. Non tutte trovarono compratori anche per il crollo delle quotazioni causato dalla grande quantità dell’offerta. Le invendute furono distrutte.

(Una sala della mostra sull’arte degenerata, 1937)

Nel 1937 i nazisti iniziarono a confiscare opere degenerate. Un anno dopo approvarono una legge per venderle e nel 1939 organizzarono una grande asta d’arte internazionale in Svizzera.  Oltre le opere furono vessati anche gli artisti costringendo molti di loro alla fuga dalla Germania.

Quattro mercanti d’arte ebbero l’incarico di vendere. Tra loro Hildebrand Gurlitt.

 (Wassily Kandinsky)

Autore

  • Sergio Ansuini

    Sergio Ansuini, già CEO di Ansuini Gioiellieri 1860, è stato fondatore e docente dei corsi di stilismo del gioiello all'Accademia di Costume e dello IED. Dopo incarichi apicali nelle associazioni orafe italiane, ha curato lo studio del Tesoro del Museo di San Pietro e il restauro delle suppellettili sacre del Sommo Pontefice.

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