
Ha ragione Walter Veltroni, sul Corriere di oggi, la democrazia è una creatura fragile, l’odio è l’agente corrosivo.
E’ la verità.
Ma l’odio ha due facce, la stessa medaglia.
Si l’odio corrode le democrazie oppure non le fa sorgere.
E’ una tenaglia. La democrazia è fra i due denti della tenaglia. Una razza in estinzione, direbbe Gaber.
Quasi.
Noi siamo ciechi. Non vediamo.
Quanti decenni di democrazia piena abbiamo avuto in Europa in oltre duemila anni di vita? Quattro o cinque. 2 o tre per cento di tempo vissuti in democrazia da Cristo in poi.
Quanti in Cina? Zero.
Quanti in Russia? Zero.
Quanti nel mondo arabo? Zero.
Quanti in Africa? Pochissimi, sparsi qua e là.
Quanti in America? Un po’, con periodi tormentati, adesso sono stanchi. Più di noi.
Questo è il mondo.
Ed è un mondo che odia la democrazia.
Come 100 anni fa.
Il mondo di adesso somiglia pochissimo al nostro, che abbiamo avuto la fortuna di vivere nello spazio breve e privilegiato del dopo guerra.
Somiglia moltissimo a quello di prima e a quello delle grandi guerre.
Con due aggravanti.
Non vedo un Churchill e il nostro grande alleato storico e’ contro di noi.
Questo è il mondo.
In questo mondo, noi, privilegiati, alcuni di noi, non pochi, facciamo festa per un proiettile Bella Ciao che attraversa il corpo di un uomo di 40 anni con moglie e due figli.
La tenaglia si stringe. Si stringe.
L’odio che corrode le democrazie si avvicina all’odio che non vuole farle sorgere.
Diventa tutt’uno.
Il vero obiettivo.
Sono i due mondi in fase di avvicinamento veloce.
Le differenze si scoloriscono.
Se non c’è pietà umana, per il diverso da me, io sono peggio di lui.
Ma c’è di più. Di peggio.
E ci riguarda molto da vicino. Non c’è bisogno di andare in America.
Se non c’è rispetto per le idee altrui, se “bella ciao” non è solo la scritta su un proiettile, ma diventa la linea di confine fra noi privilegiati inconsapevoli e tronfi e presentabili( presunti)e gli altri, che dichiariamo impresentabili e fascisti, l’odio divampa fra noi.
E ci corrode.
C’è di più. E di peggio.
Se tutti i mali del mondo, tutti, da Putin a Gaza, sino a Trump, poi confluiscono in un tubo che scarica tutto su una persona. Una.
La Meloni. E “questi qui”, detto sempre con tono schifato.
Ci corrode.
C’è di più. E di peggio. Scendendo ancora più giù.
Se bisogna costruire coalizioni con dentro persone e partiti che non c’entrano niente fra loro, per battere la Meloni. Come una volta Berlusconi.
Ci corrode.
50 anni fa, di fronte ai mali del mondo e alla schiuma di rabbia e d’odio, che questi producevano, il terrorismo, la politica faceva il contrario. Si univa.
Oggi i mali del mondo sono moltiplicati per enne volte. E noi ci sputiamo addosso.
Siamo già corrosi.





