Home Opinioni CASO KIRK, SPUNTA LA SAGOMA DEL PAZZO SOLITARIO

CASO KIRK, SPUNTA LA SAGOMA DEL PAZZO SOLITARIO

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Fucile mauser

 Un colpo sparato da un fucile calibro 30 con otturatore ad alta potenza, un missile in miniatura che ha percorso 200 metri prima di squarciargli la gola, facendolo accasciare nella pozza di sangue che si era già formata. E’ morto così Charlie Kirk, 31 anni, in uno stile che ricorda la geometrica ferocia dell’ultimo colpo sparato a J.F.K., quello che gli spappolò metà cervello facendogli volare un orecchio.

Enfant prodige della destra estrema americana e altissimo rappresentante del movimento MAGA, già a 18 anni aveva fondato Turning Point Usa, un’associazione senza scopo di lucro nata per insinuarsi nelle università santuari del liberal-progressismo americano e ardenti fucine dell’ideologia woke. Un trumpiano di ferro.
Chi è stato? La polizia parla di un giovane di età universitaria, la cui immagine, scaricata da un sistema di videosorveglianza, è già stata diffusa. E’ l’immagine di un individuo che non pare voler rassicurare. Incomincia ad aleggiare la teoria del pazzo solitario, suffragata dal particolare di alcune munizioni abbandonate dall’assassino e sulle quali risultano incisi, come sullo stesso fucile, slogan pro-transgender.
Un pazzo solitario, giovane, che deve comunque aver studiato e lavorato parecchio finora, per riuscire a piazzare un colpo del genere. Da leggere in proposito l’interessante post di Gianna Curti Clech, che linko al primo commento e che riporta una testimonianza sulla natura palesemente professionistica di questo delitto.
Si tratta di un’arma utilizzabile da chiari esperti, soltanto una parte dei quali riuscirebbe a ripetere l’impresa, di difficoltà estrema a causa non soltanto della distanza, ma anche dei numerosi fattori che interferiscono in un’operazione del genere, e che devono tutti essere attentamente valutati dal cecchino, che non può mai affidarsi alla fortuna.
Un vento che in 200 metri può deviare di diversi centimetri la traiettoria del proiettile, il grado di umidità, l’altitudine. Fattori che il cecchino deve ben conoscere nel loro diverso e possibile atteggiarsi, adeguando il piano ai loro effetti e agendo addirittura su respiro e battito cardiaco, la perfetta regolarità dei quali risulta indispensabile in questo tipo di azione.
Se un soggetto del genere (o chi per lui) è arrivato a scolpire su arma e munizioni slogan pro-transgender, l’ho ha fatto soltanto per dirigere l’attenzione su un’ossessione, che lo rende folle e soprattutto solo. Ma un disadattato semplicemente accecato dall’ideologia gender, tanto da arrivare a concepire l’omicidio di chi la avversa, non potrebbe mai trovarsi in quelle condizioni ottimali, fisiche e mentali prima descritte, per riprodurre lo sparo perfetto per antonomasia, e per giunta davanti a migliaia di persone.
Ci vuole una macchina, un individuo freddo, distaccato, paziente, che conosce alla perfezione il proprio lavoro e per nulla passionale. Uno che si muove per soldi, non un instabile. Poche decine di persone sarebbero in grado di portare a termine un’azione del genere, in tutto il mondo.
L’attentato è destinato a scatenare un putiferio negli USA. Da chi dice apertamente che Charlie Kirk se l’è cercata a chi vede nella sua morte un colpo mortale al Primo Emendamento. Negli USA, la polarizzazione del conflitto sembra ormai viaggiare spedita verso livelli pre-insurrezionali, investendo anche settori istituzionali e culturali del paese, e dove le armi gelosamente custodite nelle case sono oltre 400 milioni.

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  • Redazione

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