
Vedo molte persone che di solito danno lezioni di diritto, di empatia, di umanità e di tolleranza, festeggiare per la morte di Charlie Kirk, il suprematista conservatore amico di Trump.
Le vedo fare abili distingui tra l’assassinio di Martin Luther King e quello di Kirk (come Michele Serra) per dire sostanzialmente che sono imparagonabili per gravità con ragionamenti pelosi e non centrati (la solita tecnica del Putin ha sbagliato ma… che conosciamo benissimo).
Le vedo giustificare l’omicidio ricorrendo al solito paradosso di Popper o al fatto che era una persona spregevole o ricorrendo ad altre ardite riflessioni fintamente intellettuali (paragoni improbabili con Hitler).
Non ci siamo proprio. Nessuno vi chiede di essere dispiaciuti ma un uomo che aveva un ruolo politico è stato barbaramente ucciso per le sue idee (idee che non condivido affatto, ma è irrilevante). La cosa è grave punto. Non è stata fatta nessuna giustizia, non c’è stata nessuna rivincita dei “buoni” e non c’è nessun dispiegamento di improbabili karma. È grave ed è mostruoso in ogni caso, qualunque siano le idee della vittima.
Se non capiamo questo siamo solo un’altra tribù di barbari e non abbiamo il diritto morale di dolerci o disperarci quando magari la vittima sarà una persona le cui idee sono a noi più gradite.
Non siete molto più raffinati di quelli che dicono che la ragazza disinibita in minigonna che bacia tutti a una festa si è cercata la violenza sessuale. Siete solo l’altra faccia della medaglia.
Tutte le guerre civili partono dal presupposto che una parte considera l’altra indegna di vivere per le sue idee.
Non guardiamo con benevolenza e tolleranza a chi uccide per motivi politici. È un gioco pericoloso. Dall’altra parte c’è qualcuno che pensa che siano le vostre idee ad essere indegne, capito il pericolo?
E lo dice uno che non ha mai scritto una sola riga a favore di Trump e dei poco condivisibili Maga, ma ha riservato loro solo critiche pesanti e prese in giro anche sprezzanti. Lo scrivo prima che qualche genio empatico e tollerante mi accusi di avere simpatie per quelle idee.
P.S.: sì, la foto con la famiglia vuole volutamente sollecitare il lato emotivo, se qualcuno non ci arriva con la razionalità ci arrivi almeno con l’emotività.





