Home Opinioni UNA FLOTTIGLIA PER L’UCRAINA

UNA FLOTTIGLIA PER L’UCRAINA

0

di Vito Schepisi

Mentre la flottiglia antisemita è in rotta verso Gaza, sceneggiando i primi approcci del suo ridicolo spettacolo vittimistico, la Russia di Putin viola i cieli della Polonia, provocando l’Europa e la Nato.
Le guerre e tutte le azioni ostili ed ingiustificate contro paesi sovrani sono crimini contro l’intera umanità.

E siccome non esiste una giustizia umana che sancisca questi crimini, applicata senza guardare in faccia a nessuno, cresce l’angoscia del mondo civile e cresce la consapevolezza che la “Giustizia” tra popoli significhi opporsi alle provocazioni e rimuovere le ragioni delle controversie.

Se non ci sono né guerre giuste e né guerre sbagliate, le guerre sono inevitabili soltanto se c’è chi le innesca. Se la guerra, il più delle volte, è la conseguenza dell’odio, dell’arroganza, dell’aggressività e della ferocia di alcuni, la guerra per difendersi si configura come una lotta per non soccombere.
La difesa può essere giusta o in eccesso, ma l’equilibrio nella misura spesso non lo si può misurare, soprattutto se l’odio è premeditato, se è continuato e se è permanente.
Negli esseri umani c’è brama di conquista, c’è ricerca di vana gloria, ci sono i meschini interessi per i quali c’è chi s’arroga il diritto di farli prevalere con la forza a danno degli altri.
C’è anche il fanatismo che acceca, e c’è l’odio di quei popoli che crescono e si formano sulla istigazione a sopprimere e distruggere coloro che hanno altri sentimenti ed altre origini etniche.
E’ intollerabile, però, che nel terzo millennio, e col pericolo di distruzione dell’intera umanità, ci siano i FOLLI che innescano micce pericolose.
La Comunità internazionale, in questa situazione, appare impotente e si divide: per aree geografiche, per aree politiche, per alleanze strategiche, ovvero per precostituiti interessi.
Anche l’ONU sta perdendo la sua ispirazione di Organismo al di sopra delle parti, ed è diventato un consesso in cui si riflette lo scontro ideologico.
Poi ci sono i movimenti politici dediti alla strumentalizzazione.
Di solito si schierano sempre da una parte (sempre la stessa) per opportunismo o nella presunzione che la loro abbia sempre ragione.
Le ideologie, purtroppo, non si sono affatto estinte: sono più vive che mai e rappresentano sempre un limite alla libera formazione del pensiero degli individui.
E’ sufficiente una fiamma ed un vento di guerra, per provocare il conflitto ideologico, per dissotterrare l’ascia di guerra, per sollevare i vessilli della “nostalgia canaglia” della ragione di parte, a prescindere.
Il massimalismo, il populismo, la retorica del “regno del male” son già nuovamente fuori dalle fosse in cui si sperava che fossero seppellite in eterno.
E’ riemersa anche l’ipocrisia della “lotta di classe” e delle “occupazioni” (legittimate dalla pretesa virtuosità del fine) che sopravvivono al declino del marxismo e che ritornano a giustificare le illegalità, le violenze e le aggressioni alle forze dell’ordine.
E se nelle città aumenta il male sociale, al tutto s’uniscono la giustificazione e la tolleranza anche allo spaccio, agli stupri, al borseggio, al vandalismo e agli scippi.
La sicurezza si riduce e l’eccesso migratorio limita la qualità della vita, soprattutto a coloro che non si possono permettere di vivere nelle Ztl, con le tutele e le scorte.
Riappare anche la pretesa della “piazza” di soverchiare le scelte e la legittimità del Parlamento, benché in democrazia sia espressione dell’intero popolo.
Ci risiamo! Son tornati con le parole d’ordine, con l’ipocrisia e con la violenza.
E se salpa una flottiglia, carica di manipolatori della legittimità d’Israele di tutelare il suo territorio, e fa rotta verso Gaza, motivandola con la volontà di fornire sostegno al popolo palestinese (soggiogato invece dai terroristi di Hamas), non si fa altrettanto per le politiche aggressive della Russia a cui sta stretta e infastidisce la libertà e l’indipendenza dei popoli confinanti.
E se gli sceneggiatori della flottiglia per Gaza inscena persino una dubbia aggressione israeliana coi droni, questa notte i droni di Putin hanno sconfinato in Polonia.
Due pesi e due misure, come sempre, come se l’aggressività e la ferocia sia solo da una parte e mai dall’altra. Nessun sospetto che per Gaza la gita dei “pacifisti” sia un consapevole atto di strumentalizzazione politica, in cui nulla c’entra il diritto dei popoli di vivere in pace e in libertà entro i confini del proprio Paese.
Nessuna flottiglia, invece, a sostegno del popolo ucraino, aggredito dai nostalgici della brutalità Sovietica, nell’indifferenza degli stessi nostalgici finto-pacifisti che al tempo plaudivano per la ferocia di Stalin, Breznev e compagni.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui