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UNA RIFLESSIONE SULLA GUERRA RUSSO-UCRAINA

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Mi trovo costretto a scrivere un’altra delle mie note di politica internazionale perché mi sembra che i commentatori anche quelli più specializzati siano tutti miopi e non vedano più in là del loro naso.
Molti pensano che siamo alla fine della guerra in Ucraina e che Putin abbia vinto mentre l’Europa va incontro a un’imbarazzante sconfitta, Trump si piega agli interessi di Putin riabilitandolo sulla ribalta internazionale. Ma questa potrebbe essere solo una scena a metà del film, non la conclusione. Non siate troppo affrettati nei vostri giudizi e soprattutto ricordatevi che nella politica internazionale le apparenze contano per quel che sono ovvero apparenze. Per capire cosa sta succedendo bisogna guardare agli interessi e alle loro relazioni con le pratiche e cioè con le varie disposizioni, i vari programmi, ecc.
Ve lo ricordate Alexander Rodnyansky il ragazzo della politica ucraina benedetto dal forum di Davos che in un’intervista del 2019 non si trattenne dal rivelare tutta una serie di piani strategici ancora riservati che poi sarebbero stati applicati proprio come lui diceva, circa un paio di anni più tardi? Non stava inventandosi niente e la prova fu nei fatti.
Che cosa diceva Rodnyansky? Diceva che ci sarebbe stata una full-fledged war. Una guerra su vasta scala contro la Russia che avrebbe distrutto l’Ucraina e che sarebbe stata il prezzo da pagare per entrare nella NATO e ovviamente nella UE e avere accesso così all’agognato benessere europeo. L’Ucraina sarebbe stata distrutta, ma poi sarebbe risorta come diceva Petrolini, più bella e più superba che pria (bravo! Grazie!).
Ora, in quella intervista, Rodnyansky parlava di una guerra in due periodi. Dopo un primo periodo ci sarebbero stati degli anni di tregua, dopo di che però la guerra sarebbe ripresa. Io non capivo allora a cosa servissero due fasi. E a cosa servisse un’interruzione di vari anni. Ora un’idea me la sono fatta. Chiaramente Rodnyansky parlava sulla base di uno dei tanti dossier di studi strategici che vengono fatti dalla NATO, o dagli USA. Questi piani non sono immutabili e lo sviluppo dei fatti potrebbe renderli semplicemente obsoleti.
Tuttavia ci sono aspetti che mi fanno pensare che una pausa e ripresa del conflitto possa ancora essere nei piani della NATO. Diciamo intanto che il primo round di questa guerra è finito peggio del previsto. Ma anche la performance della Russia all’inizio è stata peggio del previsto. Lui parlava di un assedio di Kiev e altri scenari più drammatici per l’intera Ucraina.
Invece dopo un debole tentativo iniziale, vista la mala parata, la Russia ha ripiegato sul Donbas e ancora oggi vediamo dei balletti, perché non è neanche riuscita ad occuparlo tutto. Dall’altra parte però chi sperava in una caduta della Russia al primo round ha dovuto ricredersi. La Russia è bene o male (come quegli studenti che passano l’anno con un 6-) la vincitrice del primo round.
Attenzione però che può arrivare il secondo round, che, nel caso sarà confermato, sarà molto più cattivo.
A che serve intanto questa pausa? Semplice, a riarmare l’Europa (in particolare la Germania), e a creare la NATO del Pacifico (con Giappone, Corea, Australia e Nuova Zelanda). È proprio di oggi la notizia di operazioni militari congiunte tra Giappone e Corea (ex nemici ma ora amici per ordine di Washington).
Come funziona la nuova trappola? Non ho capacità ESP, ma potrebbe essere ad esempio una ripresa dei conflitti per la riappropriazione irridentista di qualche territorio ceduto ai russi, con la clausola però, aggiunta adesso, che l’Ucraina sarà coperta dall’estensione dell’articolo 5 della NATO. Così la Russia, rispondendo all’Ucraina, vedrà automaticamente l’ingresso in campo delle forze naNATOe in particolare della Germania, che vuole riprendere il piano di espansione a Est di Hitler sic et simpliciter. Contemporaneamente la NATO del Pacifico potrebbe attaccare con qualche pretesto o con qualche provocazione la Corea del Nord e poi la Russia da Oriente (ve la ricordate la guerra russo-giapponese?).
Non sono un futurologo e questo è solo uno scenario possibile, ma se fossi al posto di Putin mi guarderei bene, anche in caso di un’apparente vittoria temporanea, dall’adagiarmi sugli allori, perché la parte più dura è ancora da venire. Infatti, esistono degli elementi oggettivi in tutta questa storia. La Germania non si riarma per niente.
L’Europa non investe 800 miliardi per vendere qualche carrarmato di lusso a qualche sceicco. È vero poi che la NATO d’Oriente serve anche in funzione anti-cinese. È vero che Trump ha un altro disegno e vuole togliere Putin dalla tagliola che la cordata mondialista gli sta preparando, ma Trump non durerà in eterno e tutti pensano che alle prossime elezioni americane torneranno in sella i Democratici con lo stesso programma di imperialismo mondiale lasciato in sospeso da Biden.
In pratica, e qui concludo, lo scontro in generale è tra due modelli di ordine mondiale. Uno che vede l’imperialismo mondiale occidentale e l’altro invece che vede un mondo multipolare, in cui gli USA vengono ad essere uno dei padroni del mondo ma non l’unico. L’imperialismo mondiale occidentale fa molto gola alle famose élites della globalizzazione, ma potrebbe verosimilmente avere un costo altissimo, ovvero una guerra nucleare. Ma per queste élites, che intanto si costruiscono bunker antiatomici da tutte le parti, è quasi impossibile sottrarsi alla trappola di Tucidide e rinunciare alla loro supremazia. Piuttosto muoia Sansone con tutti i filistei! Il problema è che potremmo morire anche noi che non abbiamo i bunker antiatomici.

 
 
 
 
 
 
 
 

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