
Nel mio girovagare sbirresco, una volta fui destinato in un’area da tutti definita “isola felice”.
Valutando le statistiche degli arresti per droga, pressoché inesistenti, pareva che in quella zona il fenomeno fosse irrilevante.
Parlando con i cittadini, però, mi resi presto conto che anche lì gruppetti di spacciatori operavano alacremente.
Fu così che, con un’agguerrita squadra operativa, contrastammo lo smercio di droga, arrestando, man mano, tutti gli spacciatori.
Ovviamente il numero delle persone denunciate per tale tipologia di reato salì alle stelle.
Paradossalmente, a quel punto, non solo negli organi di stampa, ma addirittura in Prefettura, si affermò che “la droga era arrivata anche nell’isola felice”.
Ma era una stupidaggine!
La droga c’era sempre stata. Anzi, ora ce n’era di meno…
Un’altra volta fui destinato ad un reparto nella cui area operava un pericoloso clan mafioso che taglieggiava i commercianti, i quali, per timore di ritorsioni, non denunciavano le estorsioni subite.
E quindi, numeri alla mano, in quel territorio non risultavano esserci estorsioni.
Con una paziente e meticolosa attività di controllo del territorio, riuscimmo ad ottenere la fiducia dei commercianti e, grazie alla loro collaborazione, l’intero clan finì in manette.
Ovviamente a quel punto la percentuale delle estorsioni denunciate ebbe un picco vertiginoso.
Per cui, paradossalmente, per il Ministero che visionava i numeri, la situazione era peggiorata rispetto al passato!
Insomma, si stava meglio quando si stava peggio…
Ho raccontato queste due storielle per far capire quanto possa essere demoniaco l’uso dei numeri rapportato alla questione sicurezza.
E quanto spesso essi possano far apparire il contrario di quello che in realtà rappresentano.
Tale aspetto dovrebbe ben conoscerlo un ministro dell’interno.
Di conseguenza, nel rendere pubblici i dati sulle attività svolte nei primi sette mesi dell’anno, non dovrebbe annunciare tronfiamente che “nel complesso i delitti sono calati del 9%”, senza un’attenta analisi.
Al contrario, dovrebbe chiedersi quali delitti sono calati e perché risultano in calo in un paese allo sbando dove secondo il rapporto Censis ben il 51,7% degli italiani si sente insicuro e teme per la propria incolumità.
E’ vero, stando alle percentuali le rapine calano del 6,7% e i furti del 7,7%… ma non sarà per caso che i cittadini, le cui statistiche indicano impietosamente sfiduciati nella giustizia, i reati non li vanno neanche più a denunciare?
E guarda caso gli unici reati che crescono sono solo gli omicidi, del 3,8% (e quelli è impossibile non denunciarli).
Il ministro, poi, non si chiede come mai è anche in calo dell’8% il numero delle persone denunciate e arrestate dalle forze dell’ordine?
Vuole forse raccontarci che ci sono meno criminali in giro?
Non sarà, invece, che le forze di Polizia sono ormai così demotivate da evitare spesso di procedere agli arresti, ben sapendo che perderanno più tempo loro a scrivere i verbali che il giudice a scarcerare i criminali?
Se poi volete credere che la ricetta per migliorare la sicurezza e far calare i reati sia quella che si sta attuando da anni nel nostro paese, dove di fatto non esiste più la certezza della pena e la polizia è così depotenziata da esser ridotta ad ectoplasma… e allora potete anche far finta di crederci.
Sarete tutti felici, contenti… e coglionati.





