
Hamas isolata, finalmente la svolta storica nel mondo arabo. Il nemico non è più Israele ma i terroristi di Hamas.
Gli Arabi vogliono uno stato palestinese ma senza Hamas e sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese di Abu Mazen.
Mentre in Italia si fa a gara a chi urla più forte al “genocidio!” che sarebbe stato compiuto da Israele e tra un talk show e un post indignato, si auspica uno stato palestinese libero governato dai tagliagole di Hamas, a New York si è consumata una svolta storica tutta interna al mondo arabo: la Lega Araba – sì, proprio quella – ha condannato per la prima volta gli attacchi del 7 ottobre, ha chiesto a Hamas di deporre le armi e di lasciare Gaza, e ha sostenuto la nascita di uno Stato palestinese non aggressivo sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Nel documento firmato da Arabia Saudita, Egitto, Qatar, Giordania e altri 17 Paesi, non c’è traccia del termine “genocidio”. Neanche un accenno. Nessun intento sterminatore imputato a Israele. Nessuna richiesta di incriminazione penale. Solo una condanna ferma dei morti civili (da entrambe le parti) e un invito molto chiaro: Hamas deve farsi da parte, per sempre. er la Lega araba il problema numero uno, oggi, è Hamas.
Non Israele. Non il colonialismo. Non l’Occidente ma Hamas.
Il documento di New York lo dice chiaramente: il gruppo islamista deve disarmarsi, liberare gli ostaggi, cedere il controllo di Gaza all’ANP, e lasciare spazio alla costruzione di uno Stato palestinese sovrano, demilitarizzato, integrato nella regione. Punto.
Una grande lezione per l’Occidente. La Lega araba fa quello che dovrebbe fare l’Occidente che invece di difendere i suoi valori fa da sponda ai tagliagole di Hamas. Che pena per tutti quei furbacchioni e utili idioti, che sono scesi e continuano a scendere in piazza al grido di “fre fre Palestine”.





