Come ha rivelato il Post, l’Italia, che riconosce il Governo di Tripoli, addestra da tempo nelle sue basi militari in Sardegna e Toscana i soldati libici di Khalifa Haftar, generale che controlla di fatto il governo orientale della Libia e che è notoriamente legato a doppio filo con la Russia.
I rapporti tra il generale libico Khalifa Haftar, leader dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e figura dominante nella Cirenaica, e la Russia sono profondi, strategici e consolidati nel tempo, con radici che risalgono almeno al 2017. Questa relazione si basa su interessi geopolitici, militari ed economici convergenti.
La collaborazione tra Haftar e la Russia si è intensificata a partire dal 2017, quando Haftar ha firmato un accordo militare a bordo della portaerei russa Admiral Kuznetsov. Un momento chiave è stato l’incontro del novembre 2018 a Mosca con l’allora ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, che ha segnato l’inizio di un sostegno militare e diplomatico più strutturato. Da allora, la Russia ha fornito armi, supporto logistico e truppe, inizialmente tramite i mercenari del Gruppo Wagner, poi attraverso l’Africa Corps, una forza paramilitare sotto il diretto controllo del Cremlino.
La Russia ha supportato Haftar con forniture di armi (secondo alcune fonti, il 99% dell’arsenale dell’LNA proviene da Mosca) e con il dispiegamento di mercenari Wagner durante l’offensiva su Tripoli del 2019 (Operazione Ondata di Dignità). Dopo il fallimento di quell’operazione e la riorganizzazione di Wagner in Africa Corps nel 2024, la presenza russa in Libia si è ulteriormente rafforzata, con istruttori militari bielorussi e voli cargo che trasportano equipaggiamenti per l’LNA. I russi presidiano pozzi petroliferi, porti e basi militari nella Libia orientale, come quella di Maaten al-Sarra nel Fezzan, che Mosca sta rendendo operativa per proiezioni logistiche verso il Sahel.
La caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria nel dicembre 2024 ha spinto la Russia a rafforzare la sua presenza in Libia, vista come un nuovo avamposto strategico nel Mediterraneo e in Africa. La riapertura del consolato russo a Bengasi, chiuso dal 1993, è un segnale del crescente impegno di Mosca. La Cirenaica di Haftar è diventata una base logistica cruciale per la Russia, che utilizza le infrastrutture dell’LNA per trasportare uomini e materiali verso il Sahel, rafforzando la sua influenza in Africa.
Le basi aeree dell’LNA, come Maaten al-Sarra, permettono a Mosca di operare senza necessità di rifornimenti frequenti. Inoltre, il controllo dei giacimenti petroliferi (es. El Sharara) e dei porti di Bengasi e Tobruk rafforza gli interessi economici e geopolitici russi.
Durante una parata militare a Qaminis nel maggio 2025, Haftar ha mostrato droni cinesi (Wing Loong II, CH-4, Azure Hybrid VTOL), probabilmente forniti tramite la Russia, evidenziando il rafforzamento militare dell’LNA. La presenza del vice ministro russo Yevkurov alla parata ha confermato il ruolo centrale di Mosca.

Haftar ha stretto accordi con Niger e Ciad per controllare le frontiere e favorire traffici, con il supporto logistico russo. Questo rafforza la proiezione di potenza di Mosca nel Sahara.
Fatto questo quadro della situazione della Cirenaica, rimane il fatto che i soldati libici di Haftar, leader legatissimo ai russi, vengono addestrati nelle basi militari italiane.
Il Post, con un articolo di Daniele Raineri, scrive che l’esercito italiano, del quale è sommo capo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, addestra in alcune basi in Italia i soldati libici del generale Khalifa Haftar.
https://www.ilpost.it/2025/07/24/soldati-haftar-addestrati-italia/
“Fonti del ministero della Difesa italiano – scrive Il Post – hanno confermato l’esistenza di questo programma di addestramento, che fin qui non era pubblicamente noto”.
In Libia ci sono due governi, che controllano parti diverse del territorio: entrambi si definiscono l’unico governo legittimo del Paese. L’Italia riconosce come legittimo soltanto il Governo di Tripoli, che controlla la metà occidentale della Libia, come del resto fanno le Nazioni Unite e l’Unione Europea. Ufficialmente quindi non ha attivo alcun programma militare di addestramento con Haftar, il generale che controlla la parte orientale della Libia e che negli ultimi anni si è scontrato più volte con le forze fedeli al governo di Tripoli.
I soldati di Haftar sono però addestrati, secondo quanto scrive Il Post, al Centro di addestramento di paracadutismo a Pisa e nella caserma Pisano di Capo Teulada in Sardegna.
“In una foto – scrive il Post – si vede una carta d’imbarco rilasciata a un soldato libico dal Covi, il Comando operativo di vertice interforze, un organismo posto sotto il Capo di Stato maggiore della Difesa che si occupa anche delle esercitazioni. In un’altra foto si vede il certificato che attesta il conseguimento del brevetto di paracadutismo militare da parte di un ufficiale libico firmato dal direttore del Centro addestramento di paracadutismo, il colonnello Antonio D’Agostino”.


E’ chiaro che addestrare i soldati di Haftar significa contribuire a consolidare il suo potere del generale sulla Cirenaica e, conseguentemente, la presenza russa nell’area.
La domanda è: a che gioco giochiamo? Diamo dell’Hitler a Putin e lo aiutiamo a consolidarsi in Cirenaica?





