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USA RUSSIA, TANGO CON CASQUÈ

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Trump ha dato alla Russia il suo nuovo ultimatum per concludere la guerra vin Ucraina.

La Russia, come al solito, risponde secondo le regole del tango con casquè, dove la ballerina si piega sino quasi a toccare terra, ma è sostenuta dal partner che la rialza per riprendere la danza.

La replica di Medvedev: “Gioca, ma rischia guerra contro Usa”.

Se il presidente Usa Donald Trump inizia a perdere la pazienza con l’amico Vladimir Putin, che lo ha “deluso” a tal punto da portare il tycoon a lanciare un nuovo ultimatum ravvicinato per la fine della guerra con Kiev, anche il Cremlino dal canto suo inizia a dare segnali di insofferenza rispetto alle esternazioni sempre più perentorie del leader americano.

Se da un lato, e nonostante la tensione crescente con gli Usa, la Russia continua infatti a non escludere un incontro tra ‘lo zar’ e il presidente degli Stati Uniti e semplicemente “prende atto” delle sue parole, dall’altro arriva come un missile il durissimo messaggio diretto al numero uno degli Stati Uniti del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. Messaggio che suona come una minaccia mentre i negoziati restano in stallo, senza alcun progresso per raggiungere la pace.

Per Medvedev infatti, il presidente Trump “sta giocando al gioco dell’ultimatum con la Russia: 50 giorni o 10… Dovrebbe ricordare due cose. Uno, la Russia non è Israele e nemmeno l’Iran. Due, ogni nuovo ultimatum è una minaccia e un passo verso la guerra. Non tra Russia e Ucraina, ma con il suo stesso Paese”, le parole in una post su X. “Non percorrere la strada di Sleepy Joe!”, il monito di Medvedev al tycoon, riferendosi in maniera denigratoria al predecessore di Trump, Joe Biden.

Di diverso tono la reazione del Cremlino.

“Abbiamo preso atto della dichiarazione di ieri del presidente Trump. L’operazione militare speciale prosegue. E restiamo impegnati nel processo di pace per risolvere il conflitto in Ucraina e tutelare i nostri interessi”.

Questa la reazione ufficiale russa, affidata alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La Russia ha tuttavia notato” un ‘rallentamento’ nei tentativi di rilanciare i rapporti con gli Stati Uniti”, fa sapere ancora il Cremlino. “C’è effettivamente un rallentamento”, ha detto il portavoce ai giornalisti rispondendo a una domanda sui rapporti di Mosca con Washington, e aggiungendo: “Vorremmo vedere più dinamismo. Siamo interessati a questo. Per andare avanti, abbiamo bisogno di ‘impulsi’ da entrambe le parti”.

Trump ha annunciato lunedi che intende fissare un nuovo ultimatum per Putin di 10-12 giorni, entro i quali mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina. “Non vediamo che si fa alcun progresso”, ha detto il presidente degli Stati Uniti parlando alla stampa insieme al premier britannico Keir Starmer in Scozia. “Sono deluso dal presidente Putin, molto deluso. Così vedremo la cosa e ridurrò i 50 giorni che gli ho dato”, la promessa del tycoon, dopo che il 15 luglio scorso aveva dato alla Russia un ultimatum di 50 giorni di tempo per raggiungere un accordo con l’Ucraina, minacciando in caso contrario sanzioni severe, compresi dazi secondari al 100%.

“Non sono più così interessato a parlare”, ha poi detto Trump riferendosi all’ipotesi di colloqui diretti con il leader del Cremlino. Si va verso le sanzioni? “Non voglio farlo alla Russia, amo il popolo russo, è un grande popolo”. Tuttavia, “troppe persone stanno morendo”.

Putin ha mentito nelle telefonate con Washington? “Non voglio usare la parola mentire. Ma sembrava che in, diciamo, tre occasioni”, si fosse vicini a “un cessate il fuoco e forse alla pace”. E poi, “all’improvviso, i missili volano su Kiev e altri luoghi. E ho detto, che cosa significa tutto questo? Questo è successo troppe volte, non mi piace”.

A Trump è stato anche chiesto se pensi che Putin lo rispetti personalmente. “Sono sempre andato d’accordo con il presidente Putin” e “ho avuto un ottimo rapporto con lui”, ha risposto. “Pensavo che saremmo stati in grado di negoziare qualcosa. Forse succederà ancora, ma è molto tardi nel processo. Sono deluso”, la riflessione del tycoon. Dopodiché, Trump si è lamentato dell’attitudine di Mosca, sottolineando che la Russia dispone di terre “enormi” che “potrebbero essere così ricche” e “prosperare come praticamente nessun altro Paese”, mentre “invece spendono tutti i loro soldi in guerra e nell’uccidere persone”.

Intanto il Cremlino continua a non escludere la possibilità di un incontro in Cina tra Putin, atteso in visita nel gigante asiatico all’inizio di settembre, e Trump, qualora entrambi dovessero trovarsi contemporaneamente nella Repubblica Popolare. “Se il presidente americano decidesse di visitare la Cina in quei giorni, allora, teoricamente, un incontro del genere non può essere escluso”, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Il Cremlino ha però smentito la presenza di accordi preliminari per un incontro tra Putin e Trump in Turchia. Secondo Peskov, “finora, c’è solo la volontà politica espressa dal Presidente della Turchia, ma non sono stati fatti preparativi specifici”. Peskov ha quindi precisato che, al momento, non esistono piani concreti per tale incontro.

La dichiarazione fa seguito all’annuncio del 25 luglio scorso del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il quale ha espresso l’intenzione di contattare telefonicamente sia Putin che Trump per discutere la possibilità di un incontro a Istanbul relativo alla situazione in Ucraina.

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  • Redazione

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