
di Eugenio Lo Gullo.
Dopo tanti Papi, alcuni grandi come Papa Luciani, il Papa della dolcezza e del sorriso; Giovanni Paolo II capace di scardinare l’Unione Sovietica, di far crollare il muro di Berlino e di aprire i Paesi dell’Est al mondo; il severo e colto Benedetto XI; Papa Francesco, è arrivato lui: “Robert Francis Prevost, il nuovo Francesco, il matematico e filosofo – ci ricorda Pitagora – il Papa Statunitense”. Un uomo di origine anche italiane, vissuto a Chicago, che dopo aver lasciato gli onori cardinalizi si è trasferito in Perù come missionario. Il suo sentiero religioso lo ha portato ad essere ultimo fra gli ultimi e come San Francesco di Paola a dedicarsi ad un popolo di grandi speranze. In Perù lo amano tutti ed è lui stesso a definirsi: “anche peruviano”.
Papa Leone XIV, il nostro Francesco, Robert Francis Prevost, ci ha sorpresi da subito con il suo sorriso e lo sguardo molto acuto ed intelligente. Con le sue meravigliose parole ha abbracciato tutti: “La pace sia con tutti voi”, un saluto molto amato dai cristiani, dagli ebrei, dai musulmani, dagli ortodossi e da tutti i religiosi del mondo. Un Papa Americano amatissimo dai cittadini degli Stati Uniti e dai Sud Americani e del nuovo mondo. Persino in Asia ed in Africa la sua proclamazione è stata accolta con amore.
Ci aspettiamo forse davvero molto da questo nostro Francesco, un nome simbolo stesso di identità e di santità che ci ricorda San Francesco di Paola, molto caro a noi calabresi ed ai cittadini di tutto il mondo e San Francesco d’Assisi, il miracolo di Dio che parlava con tutte le creature del creato. Un nome forte quello di Papa Leone XIV che sa di regale, di imponente. Un nome americano quello di Robert Francis Prevost che nel leggere la sua biografia e la sua storia mi ha insegnato davvero molto. Soprattutto, perchè abbiamo un Papa che non si inchinerà davanti a nessuno, ma solo davanti a Dio. Un Vero Papa che non bacerà i piedi dei politici e dei potenti responsabili delle miserie di questa umanità come ha fatto il suo predecessore. Dio sia con te Papa Leone XIV. “Il mio Papa, il nostro Papa, non dovrà inchinarsi mai davanti a nessuno, ma solo davanti a Dio”.





