Home Politica estera “ELISEI” E “FABIANI” VASSALLI DI MACRON E STARMER

“ELISEI” E “FABIANI” VASSALLI DI MACRON E STARMER

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Avvolti in una bolla irreale, gli “elisei” (gli Alisei portano a Sant’Elena), ossia i vassalli di Macron, condividono il loro destino con i “fabiani”, ossia i vassalli di Starmer.

E’ stupefacente assistere al loro contorcersi in deliri verbali senza alcuna logica, sempre smentiti in tempo reale dagli eventi, ma riproposti come fossero la realtà.

Ormai siamo al ballo degli alienati. La danza è guidata dalla segretaria del Pd, partito ormai completamente nel pallone, inserito in una bolla di inesistenza politica nella quale, a quanto pare, ci sta comodamente, visto che consente a Elly Schlein di continuare a guidarlo in un mondo sognante, completamente fuori dalla realtà.

Alla Schlein è stato ampiamente spiegato che Giorgia Meloni non ha partecipato all’incontro dei “volonterosi” perché l’Italia non condivide le loro posizioni sull’Ucraina e sull’impiego di truppe nel Paese in guerra con la Russia. La Schlein fa orecchie da mercante e tira dritto.

Accade che domenica Giorgia Meloni inviti allo stesso tavolo J.D.Vance e Ursula von der Leyen per il primo incontro tra Usa e Ue, definito positivo dai due invitati e con il vicepresidente degli States, il quale definisce il presidente del Consiglio italiano “pontiere”.

La Schlein si scatena e dalla bolla dell’irrealtà ci gratifica con la sua verità.

“La politica estera di questo Paese non può essere piegata alle antipatie o alle simpatie di Meloni – ha detto a Che Tempo Che Fa richiamando le tensioni con la Francia -. In questi giorni Meloni ha messo l’Italia in panchina. Non ce lo possiamo permettere”. E ancora: nelle discussioni sull’Ucraina, “l’Italia non c’era. Altro che pontiera, domani [oggi per chi legge, ndr] si sentiranno i leader europei con Trump per parlare di una pace giusta e l’Italia non ci sarà. Questa premier sta tenendo l’Italia al margine nelle partite importanti”.

Delirio.

Siamo grati a Schlein, perché suscitando ilarità, ci consente di accedere al varietà senza pagare il biglietto.

Ovviamente non poteva mancare, nello sceneggiato armocromico che si svolge sul teatro dell’assurdo, l’immediata smentita delle affermazioni della segreteria del Pd.

La premier Giorgia Meloni ha avuto sabato un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, incentrato sull’Ucraina e i rapporti fra Usa e Ue su questa questione e altri temi.

Lo confermano fonti qualificate. Il colloquio, a quanto si apprende, è stato anche in vista della telefonata che lo stesso Trump aveava annunciato con il presidente russo Vladimir Putin.

Una notizia, questa, che conferma il ruolo di pontiera della premier tra i due continenti e smentisce le recenti dichiarazioni della segretaria del Pd Elly Schlein. 

Povera Schlein, potrebbe cantare Azzurro, laddove il testo recita: “Il treno dei desideri, nei miei pensieri all’incontrario va”.

Veniamo a Macron al quale i vassalli italiani giurano ogni giorno fedeltà.

Macron, in un delirio di onnipotenza o, più realisticamente, da vassallaggio dei Rothschild, a proposito di Unione Europea, ha promosso due iniziative che hanno suscitato dibattiti e interpretazioni, in quanto, si pongono in oggettiva alternativa a Bruxelles.

La prima è la Comunità Politica Europea (CPE).

Proposta da Macron nel maggio 2022 (guarda caso dopo l’inizio della Guerra in Ucraina), la CPE è un forum informale pensato per coordinare le nazioni europee, incluse quelle non appartenenti all’Unione Europea, come Ucraina, Moldavia, Regno Unito e altri.

Il Regno Unito, sia chiaro, nel frattempo non è più Unione Europea.

L’obiettivo è creare uno spazio di cooperazione politica, economica e di sicurezza basato su valori comuni, senza sostituire l’UE, ma “complementandola” (orrido neologismo).

La CPE è stata paragonata a un’idea di François Mitterrand del 1989 per una confederazione europea, ma non è un’organizzazione strutturata con istituzioni proprie. È stata descritta come un “cerchio concentrico” esterno all’UE, suscitando però preoccupazioni nei Balcani occidentali, che temono possa diventare un’alternativa all’adesione piena all’Unione.

La CPE ha tenuto riunioni, come quella annunciata per Praga nell’ottobre 2022, ma rimane un progetto in evoluzione.

Nel 2024, Macron ha lanciato l’associazione “Nuovi Europei” per rafforzare l’influenza del suo partito, Renaissance, nel gruppo liberale Renew Europe al Parlamento Europeo.

L’iniziativa mira a riunire partiti liberali di vari paesi (Francia, Romania, Slovenia, Polonia, Danimarca) in un unico partito politico europeo, potenzialmente in competizione con l’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (ALDE). Questa mossa è stata interpretata come un tentativo di Macron di consolidare la leadership liberale in Europa, ma ha generato tensioni con alcuni membri di ALDE, che vedono il progetto come una sorta di “organizzazione parallela” all’interno dello spazio liberale europeo.

Degli inglesi ho scritto ieri e, approfittando delle magnifiche risorse dell’informatica, imando il lettore all’articolo di ieri per non ripetermi.

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/23725-imperialisti-inglesi-ora-come-sempre-se-li-conosci-li-eviti.html

Per quanto riguarda elisei e fabiani, vassalli, valvassini e valvassori, è interessante l’articolo di Savino Di Scanno riguardante Moody’s e i suoi giudizi.

Forse, a questo punto, varrebbe la pena di scandagliare il vero sovrano a cui si inchinano i vassalli. E’ un sovrano perdente e, non a caso, i suoi vassalli si agitano.  

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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