

La follia transumanista, mascherata da filantropia, è arrivata alle sue estreme esternazioni “Entro 18 mesi l’intelligenza artificiale aiuterà i bimbi a leggere e a scrivere”.
In questa frase c’è tutta la tracotanza di chi pensa che l’educazione possa essere esperita dall’algida propinazione di tecniche.
In un momento storico nel quale gli stessi inventori della cosiddetta intelligenza artificiale si chiedono fino a dove si stia spingendo la follia umana nella distruzione dell’essenza dell’umanità, il sedicente filantropo, come al solito, difende i propri interessi, promuovendo CHATGPT, ossia il suo business nel settore.
“La civiltà della tecnica – scriveva Emanuele Severino nel 1979 – sta distruggendo ogni forma tradizionale di civiltà – cristiana, borghese, marxista – e quindi anche ogni forma tradizionale di conoscenza. Questo è anzitutto un fatto ampiamente descritto dalla cultura contemporanea; ma è anche – ed è qui l’aspetto più rilevante del problema – qualcosa di inevitabile, e il senso autentico di questa inevitabilità sfugge invece costitutivamente a tale cultura. Al cuore di questa distruzione inevitabile della tradizione si trova la distruzione della filosofia da parte della scienza moderna, la distruzione cioè della contemplazione del senso del mondo, che pretende valere come definitiva, immodificabile, incontrovertibile, da parte del sapere operativo che si riconosce come ipotetico, modificabile, falsificabile, ma capace, in quanto sapere tecnologico, di modificare la realtà”.[1]
Nel corso dell’evento ASU+GSV tenutosi a San Diego, Bill Gates ha affrontato un interrogativo posto da alcuni partecipanti riguardo alla possibilità che, in futuro, ChatGPT possa sostituire i docenti.
In base a quanto riporta il sito specializzato Evereye.it, l’imprenditore e sedicente filantropo ha espresso la convinzione che, nel giro di un anno e mezzo, gli assistenti virtuali e i modelli multimodali, come ChatGPT, potranno facilitare l’apprendimento della lettura e della scrittura nei bambini.
L’effetto di una tale innovazione sarà senz’altro notevole e di rilevante impatto, soprattutto per quei genitori che non hanno la possibilità di fare affidamento su insegnanti umani per potenziare l’apprendimento dei propri figli.
Gates ritiene che i chatbot alimentati da intelligenza artificiale potranno fornire un supporto altrettanto efficace quanto un tutor umano, contribuendo a colmare eventuali lacune nello studio degli studenti.
Tuttavia, l’uso iniziale dell’IA, secondo l’opinione dell’innovatore, sarà principalmente orientato a migliorare le competenze di lettura e scrittura degli studenti, per poi evolversi in un sostegno complementare per i docenti.
Come sempre quello che conta è introdurre metodi e tecniche con modalità soft, per poi espanderne l’uso fino a renderli egemoni.
La prova generale dell’uso della cosiddetta intelligenza artificiale è stata fatta con la pandemia, dove le lezioni on line, grazie all’uso smodatamente colpevole dei lockdown, sono diventate il metodo dominante nell’insegnamento.
Fatte le prove generali, assuefatti insegnanti e studenti al metodo che esclude il rapporto diretto, fisico, emozionale tra docente discente, si passa all’algida interazione del pensiero calcolante, proprio della tecnica, che è il braccio armato di un uso della finanza a scopo di dominio.
I sedicenti filantropi, assetati di potere e di dominio sul mondo, non demordono ed è per questo che vanno smascherati ogni giorno.
[1] Emanuele Severino, Téchne – Bur





