Home Opinioni L’AVENTINO DELLA MAGGIORANZA

L’AVENTINO DELLA MAGGIORANZA

0

di Sergio Restelli

Non si è mai vista una maggioranza in fuga da se stessa e dall’interesse nazionale, dal buon senso e dalla responsabilità. In un momento in cui le sorti del pianeta sono sospese al destino di Putin, il Tiranno assediato che minaccia la bomba nucleare tattica, la maggioranza decida di latitare. Scappa dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio dei ministri, dalla realtà e dalla verità.
La Sorella d’Italia si dilegua per imprecisati “impegni personali”, i senatori azzurri danno buca, Salvini urla, Nordio arranca, Giorgetti latita e Santanchè è stanata.

Silvio ci ha lasciato, Forza Italia è un’incognita e anche Giorgia non sta tanto bene.È evidente che la destra ha vinto con “indiscutibile nettezza” e che Fratelli d’Italia sia “di gran lunga il primo partito della nazione”. È anche evidente che il governo di Meloni è il primo “governo nato direttamente dal voto” del 25 settembre 2022, a differenza di quanto accaduto nel 2018 e nel 2013.

Quello che sottovalutiamo, ma che i dati e i flussi confermano, è che il successo delle tre destre non è stato determinato da un aumento dei voti, ma solo “dal funzionamento della legge elettorale e della traduzione dei consensi in seggi”. Meloni ha beneficiato di due fattori essenziali per vincere e conquistare la premiership: l’implosione dei Cinque Stelle che ha dimezzato i propri voti presentandosi da soli alle urne, quindi regalando i seggi uninominali alle destre e l’inarrestabile incremento dell’astensione.

La crescita del partito di Meloni è stata eccezionale sia in termini percentuali (oltre 20 punti) sia di voti assoluti quasi 6 milioni di voti in più: sicuramente ha spostato il baricentro dell’alleanza. Tuttavia, non è affatto il risultato di un “rafforzamento complessivo della coalizione”, perché tutto ciò che Fratelli d’Italia ha guadagnato è stato perso dalla Lega. Quindi, guardando ai numeri, lo sfondamento a destra riguarda più il verdetto delle urne, amplificato dalle regole e dal mancato accordo tra gli oppositori, piuttosto che effettivi cambiamenti di posizione e orientamento nell’elettorato.

In altre parole, la massa degli italiani non si è “spostata a destra”, non c’è stato alcun riallineamento dell’elettorato profondo e di lungo periodo”, e non possiamo parlare di una “trasformazione strutturale degli equilibri politici generali.

Nel caos causato dallo sfarinamento del centrosinistra e dal disorientamento generato dalla pandemia, dalla guerra e dalla caduta dell’ennesimo governo tecnico di Draghi, gli elettori hanno semplicemente preferito “opzioni non testate in precedenza”, dando una chance a coloro che non avevano ancora deluso.

Con Io sono Giorgia Meloni ha fatto la sua parte, utilizzando una strategia di marketing politico simile a quella di Trump, basata sul concetto di rendere l’Italia di nuovo grande. Una formula che non è priva di efficacia, ma che risente di un approccio tipico in cui la nostalgia per un passato immaginato, ma non autentico, si intreccia con l’eredità del passato reale, insieme alla promessa di prospettive brillanti poco credibili, date i vincoli internazionali.

Questa è l’evidenza che sfugge allo sguardo miope delle classi dirigenti: nonostante le apparenze, il quadro politico in cui ci stiamo muovendo è molto meno consolidato di quanto sembri. La vittoria della destra è stata influenzata più dal verdetto elettorale amplificato dalle regole che non da un effettivo cambiamento nell’orientamento politico dell’elettorato.

Quindi, è importante considerare che il successo delle destre non è necessariamente un segnale di un ampio consenso e un riallineamento profondo delle preferenze politiche degli italiani. È stato piuttosto il risultato di una serie di circostanze particolari, come l’implosione dei Cinque Stelle e l’incremento dell’astensione, che hanno favorito il partito di Meloni.

Perciò, mentre sembra che la destra abbia ottenuto una vittoria schiacciante, dobbiamo guardare oltre le apparenze e riconoscere che il panorama politico italiano rimane instabile e soggetto a cambiamenti imprevedibili. Le dinamiche future dipenderanno dalla capacità dei partiti di adattarsi alle sfide attuali e alle aspettative dei cittadini, nonché dalla loro capacità di offrire soluzioni credibili e coerenti per il futuro del paese.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui