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IL MAGISTERO DI FRANCESCO

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EDIZIONE SPECIALE

di Vito Sibilio

Jorge Mario Bergoglio nacque nel 1936 a Buenos Aires ed è morto oggi, il 21 aprile 2025. Si diplomò tecnico chimico e scelse di diventare sacerdote. Nel 1958 diventò novizio della Compagnia di Gesù. Studiò in Cile e in Argentina, così da laurearsi in Filosofia al Collegio San Giuseppe a San Miguel nel 1963. Insegnò al Collegio dell’Immacolata di Santa Fè Letteratura e Psicologia tra il 1964 e il 1965, e poi al Collegio del Salvatore a Buenos Aires nel 1966. Nel 1970 si laureò in Teologia al Collegio San Giuseppe. Nel 1969 divenne prete. Studiò ancora in Ispagna tra il 1970 e il 1971. Nel 1973 fece la professione perpetua tra i Gesuiti. In Argentina fu poi maestro dei novizi a Villa Barilari a San Miguel, professore presso la Facoltà di teologia, consultore della Provincia della Compagnia di Gesù e rettore del Collegio. Nel 1973 fu eletto Provinciale. Nel 1979 riprese il lavoro nel campo universitario e, tra il 1980 e il 1986, fu di nuovo rettore del collegio di San Giuseppe, oltre che parroco a San Miguel. Nel marzo 1986 si recò in Germania per ultimare la tesi dottorale, che però non discusse mai; quindi fu direttore spirituale e confessore nel Collegio del Salvatore a Buenos Aires e poi nella chiesa gesuita di Cordoba. Negli anni della dittatura militare Bergoglio fu coraggiosamente attivo nella difesa silenziosa della sua gente e, per tutta la sua vita, nella promozione sociale del popolo argentino. Nel 1992 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires. Nello stesso anno viene nominato Vicario episcopale della zona di Flores e nel 1993 diviene Vicario Generale. Nel 1997 diviene Coadiutore con diritto di successione. Nel 1998 divenne Arcivescovo di Buenos Aires, Primate di Argentina, Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti nel Paese e Gran Cancelliere dell’Università Cattolica.

Scrisse nella sua vita diversi libri, i cui titoli si intendono bene anche in italiano: Meditaciones para religiosos, Reflexiones sobre la vida apostólica, Reflexiones en esperanza, Diálogos entre Juan Pablo II y Fidel Castro, Hambre y sed de justicia. Desafíos del Evangelio para nuestra patria, Educar exigencia y pasión. Desafíos para educadores cristianos,  Ponerse la patria al hombro, Corrupción y pecado. Algunas reflexiones en torno al tema de la corrupción, La nación por construir. Utopía, pensamiento y compromiso, Sobre la acusación de sí mismo, El verdadero poder es el servicio, Las deudas sociales de nuestro tiempo, Educar, elegir la vida. Propuestas para tiempos difíciles, Reflexiones sobre solidaridad y desarrollo, Sobre el cielo y la tierra (con il rabbino Abraham Skorka [1950-]), Mente abierta. corazón creyente, Rehabilitación de la política y compromiso cristiano. In essi si distinse per la fedeltà al magistero ecclesiastico e un moderato spirito riformatore in campo disciplinare, oltre che per la vicinanza alla menzionata Teologia del Popolo.

Nel 2013 venne eletto Papa. Il suo pontificato, obiettivamente, si è svolto in circostanze molto difficili.

Il magistero di Francesco conta tre encicliche, la Lumen Fidei (2013), la Laudato si’ (2014), la Fratelli tutti (2020). La prima verte sulla virtù teologale ed è la parte finale del progettato trittico teologale di Ratzinger, abbellita ed adattata da Francesco. La seconda è la prima enciclica dedicata da un Papa alle tematiche ambientali. La terza, dal titolo parlante, cristianizza al massimo il tema laico della fraternità umana.

Ricordiamo anche le esortazioni apostoliche. La Evangelii Gaudium è sull’evangelizzazione nel mondo attuale ed è del 2014. Quella postsinodale Amoris Laetitia è del 2016; in essa il Papa traccia un quadro pastoralista delle problematiche connesse alla famiglia nel mondo contemporaneo, comprese quelle forme di convivenza umana che non corrispondono alla legge di Dio ma nelle quali il Pontefice cerca di individuare elementi positivi da incoraggiare onde migliorare la condizione morale e spirituale di chi le vive. Particolarmente controverso il passaggio del testo che tratta della possibilità di accordare i Sacramenti ai divorziati risposati, purchè la loro condizione sia il risultato di scelte non soggettivamente imputabili come colpa. Il brano, concepito in termini pastoralisti, essendo volto a fare sintesi delle prassi esistenti in tutto il mondo, rispecchia inevitabilmente una Chiesa molto divisa in tal senso e si presta a diverse letture, non tutte ortodosse, ma non contiene nulla che legittimi l’eresia in quanto tale. Inoltre pone un problema senz’altro reale, legato alla grande quantità di matrimoni naufragati perché, sebbene celebrati canonicamente, non erano sufficientemente preparati religiosamente. La terza esortazione apostolica è la Gaudete et Exultate, del 2018, sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. Va ricordata poi la Querida Amazzonia, dopo il Sinodo sull’Amazzonia, che tratta dei problemi della regione.

Menzioniamo poi la Bolla Misericordiae Vultus, per l’indizione del Giubileo Straordinario del 2015, dedicato alla Divina Misericordia e strutturato come un Anno Santo, e la Spes non confundit, per l’indizione del Giubileo in corso, del 2024.

Tra le Lettere Apostoliche menzioniamo la Misericordia et Misera, a conclusione dell’Anno Santo Straordinario della Misericordia, nel 2016. Tra le Costituzioni Apostoliche, la Veritatis Gaudium, sulle Università e le Facoltà ecclesiastiche, del 2017, e la Episcopalis Communio, sul Sinodo dei Vescovi, del 2018.

Ricordiamo tra i numerosi Motu Propri alcuni sotto forma di Lettera Apostolica: Ai nostri tempi, sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale, del 2013; Mitis Iudex Dominus Jesus e Mitis et Misericors Jesus, sulla riforma del processo canonico per la nullità matrimoniale rispettivamente nel Codice di Diritto Canonico e nel Codice dei Canoni della Chiesa Orientale, del 2015; Come una madre amorevole, sulla negligenza dei vescovi nel trattamento dei casi di abusi sessuali, del 2016; Maiorem hac dilectionem, per l’approvazione della fattispecie dell’offerta della vita per avviare i processi di beatificazione, del 2017; Magnum Principium, per la competenza dell’approvazione delle  modifiche alle traduzioni dei libri liturgici, ancora del 2017; Imparare a congedarsi, sull’età per la rinuncia agli uffici curiali, del 2018.

Vanno considerati poi i numerosi Messaggi del Papa, tra i quali sono rilevanti quelli per le Giornate Mondiali per l’Alimentazione, per le Comunicazioni Sociali, della Gioventù, del Malato, delle Migrazioni, Missionaria Mondiale, della Pace, della Vita Consacrata, della Preghiera per le Vocazioni, oltre a quelli Urbi et Orbi e quelli quaresimali. Papa Francesco ha poi istituito la Giornata Mondiale dei Poveri, e per essa ha già inviato due Messaggi: Non amiamo a parole ma coi fatti, del 2016, e Questo povero grida e il Signore lo invoca, del 2017.

Bisogna poi considerare i numerosi Discorsi del Papa, le sue Allocuzioni, le sue Omelie e le circostanze in cui sono stati pronunziati. Fino ad oggi il Papa  ha compiuto pellegrinaggi apostolici in Brasile, Giordania Palestina Israele, Corea del Sud, Albania, Turchia, Sri Lanka Filippine, Bosnia Erzegovina, Ecuador Bolivia Paraguay, Cuba USA, Kenya Uganda Repubblica Centrafricana, Messico, Grecia, Armenia, Polonia, Georgia Azerbaijan, Svezia, Egitto, Portogallo, Colombia, Birmania Bangladesh, Cile Perù, Svizzera, Irlanda, Estonia Lettonia Lituania, Panama, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bulgaria, Macedonia, Romania, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Thailandia, Giappone, Irak, Ungheria, Slovacchia, Cipro, Malta, Kazhakistan, Bahrein, Congo di Kinshasa, Sudan del Sud, Mongolia, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est, Singapore, Lussemburgo e Belgio. Ha visitato le seguenti Organizzazioni internazionali: due volte la FAO  a Roma, il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa, l’ONU, l’UNON, la FAO e il WPF. Il Papa ha visitato poi in Italia le seguenti località: Lampedusa e Linosa, Cagliari, Assisi (tre volte), Cassano allo Ionio, il Molise, Caserta, Redipuglia, Napoli, Torino, Prato e Firenze, Amatrice Accumoli Arquata del Tronto e Norcia, Milano e Monza, Carpi e Mirandola, Genova, Bozzolo e Barbiana, Cesena e Bologna, Nettuno, Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, Alessano e Molfetta, Nomadelfia e Loppiano, Bari, Piazza Armerina e Palermo, Loreto, Camerino, Albano Laziale, Greccio, L’Aquila, Matera, Portacomaro, Tigliola e Asti, Venezia, Veronica, Fasano e Trieste. Il Pontefice ha compiuto poi centoquattro visite pastorali in Roma. Consideriamo poi le trasferte papali per le Giornate mondiali della Gioventù a Buenos Aires e a Cracovia, a Panama e a Lisbona, e per gli Incontri Mondiali delle Famiglie a Philadelphia e a Dublino e Roma. Il Pontefice ha tenuto dieci Concistori Ordinari e ha creato centossantatrè Cardinali. Il Santo Padre ha inoltre celebrato Canonizzazioni per novecentoquarantadue Santi e ha autorizzato Beatificazioni per millecinquecentoquarantuno Beati. Una menzione particolare meritano infine le Meditazioni del Papa, quotidianamente tenute durante le Sante Messe celebrate nella Cappella della Casa Santa Marta dove risiede. In esse il Papa ha messo in luce le sue doti di pastore di anime.

Il magistero di Francesco, tendente a trattare con pronunciamenti di minor rilevanza magisteriale i temi già abbondantemente sottolineati dai tre predecessori – come quelli della bioetica – e a rimarcare quelli più avvertiti a livello di opinione pubblica globale con un apparente maggiore condivisione di vedute – come le tematiche ambientali, l’integrazione mondiale, la convivenza interculturale, l’accoglienza dei migranti – si può intendere solo alla luce dei quattro elementi che formano il background culturale del Pontefice e che sono, in ordine decrescente, la già menzionata Teologia del Popolo – che gli fornisce l’euristica – il pensiero di Guardini – la cui opposizione polare gli fornisce il metodo – l’esperienza della Compagnia di Gesù negli anni settanta e nei primi anni ottanta e la teologia dell’Europa centrale – che gli dettano rispettivamente sociale e pastorale. Un altro aspetto determinante del magistero francescano sono le circostanze politiche in cui viene esercitato. Essendo egli stato eletto in un momento di fortissima pressione politica, mediatica ed economica sul Papato da parte di nemici interni ed esterni, legati da forti vincoli tra loro, Francesco ha cercato di trattare le istanze violentemente poste da costoro prima ancora come fatti politici che come questioni di principio, così da perseguire punti di equilibrio. Vi sono degli obiettivi limiti in questo magistero, ma le tematiche trattate non possono essere passate sotto silenzio e in questo sta la sua influenza. Peraltro i suoi molti detrattori, accanto a rilievi oggettivamente validi, ne formulano di altri strumentali, mistificatori e addirittura infondati, contribuendo a creare uno iato tra il Pontefice ed una parte di quel popolo fedele, la più sana, che egli pure ha a cuore di voler sempre difendere e seguire.

E’ degno di nota che nel magistero francescano sono presenti inviti alla devozione classica: verso il Sacro Cuore, verso la Beata Vergine Maria, verso San Giuseppe, verso San Michele, verso gli Angeli Custodi.

Il Pontefice ha avuto forti interessi riformatori, come attestano gli interventi fino ad ora realizzati: l’istituzione della Pontificia Commissione Referente sull’Istituto Opere di Religione, quella della Pontificia Commissione Referente di studio e indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa, quella del Comitato di Sicurezza Finanziaria della Santa Sede, quella della Segreteria dell’Economia, quella del Consiglio dell’Economia, quella della Pontificia Commissione per la tutela dei Minori, quella della Segreteria e poi Dicastero per la Comunicazione, quella del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, quella del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, quella del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, quella della Terza Sezione della Segreteria di Stato, quella dell’Ufficio del Revisore dei Conti. Non tutte queste riforme sono state azzeccate, tanto che lo stesso Pontefice è tornato a volte sui suoi passi, ma in ogni caso si tratta di un notevole sforzo di governo che non si vedeva da molto tempo. Sulla Curia Romana nel suo complesso ha scritto la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium

Come i suoi due predecessori, Francesco ha continuato a scrivere come persona privata anche da Papa. Ricordiamo tra gli altri Ave Maria, Dio è giovane, Quando pregate dite Padre Nostro, La felicità in questa vita, Il nome di Dio è Misericordia, Il Papa si racconta, Umiltà. La strada verso Dio, Aprite la mente al vostro cuore e molti altri.

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  • Redazione

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