
di Nino Orlandi
L’ossessione compulsiva al bolscevismo in quelli che non riescono ancora a capire perché il Muro di Berlino sia stato abbattuto da Est, anziché da Ovest, si manifesta a volte in forme grottesche.
Ancora più grottesche e patetiche quando ne sono autori gli esponenti di quel sinistrismo radical-woke-ambiental-vegan-green e roba del genere, tipo il sindaco di Milano, quello coi calzetti a righe desinistra.
E veniamo al gelato. Il signor Sala ha deciso, disposto e ordinato che i milanesi non possano più mangiare un gelato dopo mezzanotte. Aspetto ora che il guru milanese stabilisca un orario per i toast (le 23?), la gazzosa (le 22.30?), o la pasta e fagioli (magari le 21?).
Ma chi glielo ha chiesto a questi eredi della Fattoria degli animali e di 1984, di stabilire cosa sia giusto, utile, o opportuno per il nostro benessere, la nostra salute, la nostra felicità? Non hanno capito proprio una beata fava dalle esperienze del secolo scorso, nazista e comunista, che pretendevano di dare allo Stato il compito di stabilire ciò che era giusto e ciò che non lo era per i loro cittadini, anzi, sudditi?
Libertà: per questi eredosovietici è un mero fonema con cui riempirsi la bocca. E che nella loro bocca pare una bestemmia.
Poi si dedicano ai ocndomini abusivi. Ma forse rientra nel piano quinquennale.





