
Avevo una relativa stima per Bonaccini oggi parlamentare europeo. mi sembrava interprete di un post comunismo Emiliano più ragionevole e più politico di quello che si trova nello zoo Pd.
I giorni scorsi mentre ascoltavo l’ennesimo dibattito sulla Meloni in USA se ne esce con il solito rito da 25 aprile, ricordate tutti…l’antifascismo è nostro. Mah, una delusione…relativa.
Intanto è sbagliato cucirsi addosso la Liberazione come se fosse un diritto acquisito sul campo, sarebbe ora di finirla di considerarla una esclusiva quando nel frattempo c’è pure chi vuole togliere a Matteotti il cuore socialista vittima di fascismo nel silenzio generale. Diritto acquisito?
Non lo faccio io classe 1946, figuriamoci uno classe 1967… Poi è incredibile come non si comprenda che alla gente ed ai giovani l’appello ai sentimenti resistenziali scivola via a meno che non si racconti una storia di valori ancora validi e presenti perché si ritrovano in quello che oggi i politici fanno…
Inutile dirlo che si tratta di situazione assai remota. Parliamoci chiaro, la Meloni in campo internazionale altro che post-fascista… sembra un clone democristiano: Occidente, Nato, tradizione popolare.
Ma si può essere così’ sprovveduti da pensare che il termine antifascismo equivalga ad …apriti sesamo e sbaragliare l’avversario politico?
Ci vuole molto di più, molto, molto di più. Certo io poi resto affezionato a quell’insieme di valori che il 25 aprile esprime, me lo ha “passato” la mia famiglia ma senza retorica o senza un credo ideologico e senza un paraocchi per di più ormai datati. Succede.





