
di Savino di Scanno
E’ necessario argomentare i fatti con la citazione di fonti serie ed attendibili.
Si inizia con il documento pubblicato dal sito https://www.atlanteguerre.it/notizie/dossier-rotte-commerciali-e-nuove-strategie-il-pacifico-1/ in data 04/12 /2024 in relazione alle “Rotte Commerciali e nuove strategie: il Pacifico” per apprendere, per estratto, che :
“Il 90% circa del commercio mondiale avviene per mare e l’Oceano Pacifico è uno dei più transitati. Quelle acque da secoli collegano paesi e culture: le rotte commerciali hanno modellato economie, società e la politica stessa dei paesi coinvolti. Ancora oggi la rotta Pacifica è un hub vitale per il commercio globale e paesi come Cina, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti svolgono ruoli chiave nel commercio globale. “
Nel novembre 2024 la Cina ha inaugurato a Chancay, in Perù, un nuovo porto strategico.
La politica dei dazi statunitensi tengono in considerazione questa area.
Il Mar Cinese Meridionale è un passaggio strategico per molte delle rotte che coinvolgono l’Oceano Pacifico: il 40% delle esportazioni di Pechino transitano per queste acque.
In questa area si è fortemente incrementata l’attività della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione Cinese che tra l’altro stà realizzando isole artificiali per supporto logistico, e da cui tensioni con Paesi come Taiwan ma anche Brunei, Vietnam e Malaisya.
Aggiungiamo, sempre per estratto dal dossier che:
i dei maxi porti mondiali 9 su 10 sono nel Pacifico;
sette dei dieci porti più grandi del mondo si trovano sulle coste cinesi.
il maggiore porto al Mondo è quello Shanghai, in Cina. Il porto esiste da oltre 180 anni ed è diventato più grande, superando Singapore nel 2010. Il 26% del commercio internazionale della Cina passa da questo porto. Al secondo posto, quindi, c’è Singapore, che dal 2005 al 2010, è stato il più trafficato al mondo. Il suo ruolo principale è quello di porto di transito perché è collegato a 600 porti, in più di 120 paesi. C’è poi il Porto di Ningbo-Zhoushan, a sud di Shanghai. Il più antico della Cina è anche il più grande del mondo in termini di tonnellaggio di merci. Segue, sempre in Cina, il porto di Shenzhen, che copre una vasta area di marinerie più piccole lungo la costa della città di Shenzhen.
La classifica prosegue con il porto di Guangzhou, sempre in Cina, nella regione del Delta del Fiume delle Perle. Al sesto posto c’è il Porto di Busan, in Corea del Sud, i cui principali punti commerciali sono Giappone, Stati Uniti, Cina e Vietnam. Sempre in Cina c’è poi il Porto di Qingdao, tra le due città metropolitane di Shanghai e Pechino. Segue il porto di Hong Kong, il primo collegamento della regione con il commercio e le spedizioni internazionali. Per il nono posto di torna in Cina, con Tianjin: il collegamento principale con Pechino e con oltre 600 porti in 150 paesi. Chiude la top10 il porto olandese di Rotterdam.
Volendo ampliare lo scenario, con riferimento https://www.atlanteguerre.it/notizie/dossier-rotte-commerciali-e-nuove-strategie-latlantico-2/ del 11 dicembre 2024 apprendiamo, per estratto,
“Nel settembre 2023 gli Stati Uniti hanno dato vita all’Atlantic Cooperation, alla quale aderiscono Paesi di Africa, Europa, Nord America, Sud America e Caraibi, che si affacciano sull’Oceano Atlantico. I 42 Paesi Membri che hanno adottato Dichiarazione sulla cooperazione atlantica rappresentano oltre il 75 percento della costa atlantica. L’alleanza parte dal presupposto che “l’Oceano Atlantico ci collega e ci sostiene come mai prima” e sottolinea alcune caratteristiche di quelle acque: più traffico commerciale e marittimo attraversa l’Atlantico rispetto a qualsiasi altro oceano, più dati viaggiano lungo i suoi cavi sottomarini rispetto a qualsiasi altro oceano, oltre ad essere sede di più della metà delle attività di pesca del mondo. Nel 2024 gli Stati Uniti hanno stanziato 10 milioni di dollari “per sostenere programmi innovativi utilizzando nuove tecnologie, formazione, previsioni e altri approcci efficaci a problemi cronici come l’insicurezza alimentare, le minacce agli ecosistemi marini e gli eventi meteorologici estremi”.
Per ogni ulteriore approfondimento si rimanda al rapporto The Global Maritime Trends 2050
Per completezza, nella impossibilità di approfondire il complesso tema per ragioni di economia editoriale, è necessario citare il Canale di Suez, il Canale di Panama,gli Stretti Danesi, lo Stretto di Malacca ed in ultimo ma non ultimo e lo sarà per importanza in futuro aggiungere la Rotta Artica su cui la Russia imporra’ nuove regole ai commerci internazionali.
Il Mar Mediterraneo, come sempre scritto in passato, è l’anello di congiunzione tra il Mar Rosso con il Canale di Suez e l’Atlantico.
Le considerazioni di merito possono solo essere espresse per sintesi.
La Politica Internazionale ha come priorità la Politica Economica Internazionale e questa non solo si basa su fattori di produzione industriale ma ha come fondamento il controllo delle rotte commerciali, solo a voler ricordare in antichità l’importanza della Rotta “Delle Spezie”, la “Via della Seta” nei suoi collegamenti marittimi, fino ad oggi con la rilevanza strategica per la costruzione della “Via del Cotone” nelle tratte marittime tra India ed Emirati Arabi e tra Israele ed Europa con primo approdo l’Italia.
Sempre per proporre un esempio storico la Serenissima perse la sua forza commerciale con l’apertura della rotta atlantica verso le Americhe con il suo conseguente decadimento.
Se volessimo approfondire la politica sui dazi proposta da Trump potremmo verificare che un notevole incremento viene applicato ai Paesi ove maggiormente vi è la presenza di influenza e porti cinesi, e la vicenda del Canale di Panama con la espropriazione cinese ne è un esempio.
Le guerre sono sempre conseguenze di strategie commerciali e sempre per ricordare il passato la Battaglia Navale di Azio del 2 settembre del 31 a.c. non avvenne per la bellezza di Cleopatra bensì per il grano che l’ Egitto produceva e la flotta romana trasportava.
Questa è la Politica, ed eserciti, marine, aviazioni, sono solo lo strumento per realizzare obiettivi commerciali da cui l’affermazione che Paesi senza sovranità commerciale sono solo Paesi secondari.
E per stile, giusta la Settimana Santa di Pasqua, non si aggiunge……





