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TENTATIVO DI COLPO DI STATO IN RUSSIA

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È un tentativo colpo di Stato in Russia.

Il problema è solo quanto durerà e cosa resterà della federazione alla fine. O, per riformulare: è il caos in Russia. Il problema è quanto si diffonderà e quanto velocemente. Poiché gli eventi sono ancora in rapida evoluzione, ecco alcuni primissimi elementi.

Stanno trattando. Il capo della Wagner non molla, vuole la testa di Putin ed e pronto a marciare su Mosca e San Pietroburgo. Sembra che molti reparti dell’esercito russo si stiano schierando con la Wagner. Mosca e San Pietroburgo sono blindate e ce polizia ovunque.

E’ un momento difficilissimo e ogni previsione e azzardata.

E’ in corso un incontro tra il capo della Wagner e alcuni generali russi.

Rostov Don e presidiata in armi e con i carri dalle forze armate della Wagner .

Mosca si trova a 1270 chilometri da Rostov. San Pietroburgo è a 1.788 chilometri da Rostov.

Difficile pensare che la Wagner possa “marciare” sulle due città da Rstov che è nei pressi di Mariupol sul Mare D’Azov, sempre che non vengano coinvolte altre forze, in questo caso, dell’esercito regolare.

La Wagner ha annunciato la presa della sede del ministero della Difesa a Rostov. Ma non è l’unica zona a esser sotto il controllo della armata. La Reuters riporta fonti di sicurezza russe secondo cui i mercenari di Prigozhin avrebbero il controllo degli assetti militari di Voronezh, a circa 500 chilometri da Mosca. Questo permette anche di capire come mai ci siano cancellazioni degli autobus interregionali da Mosca nelle direzioni meridionali. Tutti gli eventi pubblici nella regione di Voronezh sono stati cancellati. Al momento sono tre le aree attenzionate oltre a Mosca: Lipetsk, Voronezh, Rostov.

Intanto a Mosca e nella sua regione è in stato di antiterrorismo. Ad annunciarlo il Comitato nazionale antiterrorismo. «Al fine di prevenire possibili attacchi», il livello di allerta è istituito nella regione di Voronezh, al confine con l’Ucraina. Questa misura rafforza i poteri dei servizi di sicurezza e consente di limitare i movimenti delle persone. Tutti gli eventi di massa a Mosca sono temporaneamente sospesi. Con questo nuovo regime le autorità possono fermare i civili nelle strade e richiedere loro di presentare un documento d’identità, trattenendoli se non hanno un documento d’identità con sé; rimuovere con la forza persone e veicoli da un luogo; entrare nelle conversazioni telefoniche e leggere i messaggi privati ​​senza un ordine del tribunale; usare un qualsiasi veicolo disponibile per il primo soccorso per inseguire un sospetto; chiudere temporaneamente gli impianti industriali che producono esplosivi, prodotti chimici o materiali radioattivi; interrompere le comunicazioni, compresi i servizi telefonici e Internet; limitare l’accesso del pubblico alle strade e le vendite di alcolici. Con questo status a Mosca le forze dell’ordine acquisiscono il diritto di entrare in qualsiasi spazio, pubblico o privato, senza un precedente ordine del tribunale.

«La guerra civile è ufficialmente iniziata», scrivono su Telegram gli uomini della Wagner, diffondendo le immagini di un elicottero russo che sarebbe stato abbattuto a Voronezh dai mercenari di Prigozhin dopo che quest’ultimo li aveva attaccati. «Uno dei convogli del Gruppo Wagner è stato attaccato nella regione di Voronezh. Anche l’aviazione sta lavorando. La guerra civile è ufficialmente iniziata» scrivono gli uomini della Wagner su Telegram.

La rivolta della milizia Wagner contro l’esercito moscovita è stata subito definita “un colpo di stato”, “una pugnalata alle spalle del paese e del presidente” dal generale dell’esercito Vladimir Alekseev, primo vice capo del Gru – l’intelligence militare russa. “Solo il presidente – ha detto il generale rivolgendosi ai Wagner – può nominare il più alto personale di comando delle forze armate e tu stai cercando di invadere il suo potere. Questo è un colpo di stato – riporta l’agenzia Ria Novosti – Vi chiedo di cambiare idea, non è necessario che lo facciate ora perché ora è impossibile pensare a un colpo più grande per l’immagine della Russia e delle sue forze armate”.

Il patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill ha lanciato un appello per mantenere l’unità di fronte alla minaccia comune. È quanto si legge in una nota della chiesa ortodossa russa, scrive l’agenzia Tass, nel quale si afferma il sostegno al presidente russo, Vladimir Putin.

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  • Redazione

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