
di Raffaele Romano
Negli ultimi anni ho messo mano e dato fondo a quanto gli archivi della CIA mi davano in notizie, fino ad allora top secret, che sovvertivano molti fatti che erano stati trattati con la “narrazione” e non con la “documentazione” con cui si scrive la Storia. Questo triste paese, il minuscolo non è un errore, ha cercato in tutti i modi di ostacolarmi e di bloccarmi per il semplice fatto che sovvertivo l’ordine culturale imposto per varie e molteplici convenienze e, fatto ancora più importante, non appartenevo a nessuna corporazione che doveva confermare le narrazioni delle favole imposte e spacciate per verità assolute.
I punti più importanti sono stati, per primo, le case editrici in quanto quelle da me consultate mi chiedevano soldi per pubblicarmi. A quel punto ho dirottato, come fa quasi il 50% dei docenti americani, ed iniziato a pubblicare con Amazon.
Per seconda cosa ho constatato che molti soggetti erano più realisti del Re, infatti era interesse americano far passare in quella fase storica “tangentopoli e mafiopoli” come fatti interni scaturiti da “rivoluzioni” indigene. Nessuno ha evidenziato quanto da me trovato e documentato, cioè che gli stessi due fenomeni avvennero in modo simultaneo sia in Germania contro Helmut Kohl, in Spagna contro Felipe Gonzales ed in Francia contro Françoise Mitterand. In Italia vi fu la gran “partecipazione” di massa di tutti i centri nevralgici del Potere: dalla magistratura all’ultima radio privata per propagare come vera la rivoluzione interna che continua ancor oggi. Nei Paesi come Spagna, Germania e Francia che hanno solide strutture nazionali le accuse furono, sostanzialmente, fermate ed archiviate per cui Mitterand, Kohl e Gonzales poterono continuare ad esercitare il loro carisma di statisti, fare gli interessi nazionali e far crescere nuovi statisti mentre, in Italia, Andreotti e Craxi furono seppelliti anche se con modalità diverse.
Il terzo elemento è stato la “Sindrome di Stoccolma” che ha colpito molti dei soggetti vivisezionati e distrutti dalla falsa rivoluzione interna ed anche in molti dei loro discendenti diretti. Addirittura, in un caso specifico, ci fu la prova con nome e cognome di un agente straniero che aveva organizzato la destabilizzazione italiana e la conseguente eliminazione di un altissimo personaggio consegnata alla prole di costui che, però, fece finta di non vedere voltando lo sguardo dall’altra parte.
Il quarto elemento fu, senza ombra di dubbio, il non consentirne lo sbocco nei grandi media della comunicazione affinchè la “favola” della rivoluzione interna potesse ancora alimentarsi e divenire “verità assoluta” e, quindi, incontestabile ed immodificabile.
Tutto questo ha generato il tentativo di soffocare verità che imbarazzavano coloro che avevano costruito le molte narrazioni che avevano, di fatto, sostituito la Storia. Ve ne riportano solo alcune come quella legata ai nomi dei giornalisti Mastrolilli e Molinari che nel loro saggio “L’Italia vista dalla CIA” scoprono gli stretti ed inspiegabili rapporti fra il Pci e gli Stati Uniti. Meglio ancora la professoressa Elena Aga Rossi e lo storico Victor Zaslavsky che, all’implosione dell’URSS nel 1991 si recarono a Mosca e poterono consultare gli archivi del Kgb e del Pcus pubblicando “Togliatti e Stalin, Il Pci e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca” in cui vennero abbattuti due miti della narrazione la “svolta di Salerno” con cui il Pci abbandonò la pregiudiziale antimonarchica ed entrò nel governo Badoglio II non derivò da una decisione autonoma di Palmiro Togliatti, bensì da un ordine diretto di Stalin e correggere, sostanzialmente, il “mito della resistenza” come fenomeno di massa e scoprire che, il vero leader del CLNAI fu Alfredo Pizzoni. Quest’uomo fu in grado, da liberale senza tessera e direttore del Credito Italiano, di procacciare in 18 mesi ben 1 miliardo e mezzo di lire dell’epoca di finanziamenti per alimentare la resistenza nel nord Italia ed essere estromesso dall’incarico appena terminata la guerra in Italia. Senza dimenticare i tre volumi di Luciano Barca, Cronache dall’interno del vertice del Pci in cui emergono molte cose ma una su tutte è prevalsa e che si collega a quanto avevano scoperto Mastrolilli e Molinari: cioè lo stretto legame del Pci con gli USA. Tale rapporto corredato da un numero enorme di incontri e con un dettagliato elenco di nomi di agenti della CIA, del Dipartimento di Stato, di sindacalisti, professori universitari, giornalisti e quant’altri tennero le fila dei collegamenti pur agendo in “un’apparente opposizione” durata diversi decenni. L’esplosiva scoperta di Fabio Martini dove viene fuori la decisione di Bush padre di accompagnare la destabilizzazione del sistema politico dell’Italia nel 1989. Per non parlare del ruolo chiave svolto da Peter Semler come console USA a Milano e dove solo con l’arrivo dell’ambasciatore Bartholomew a Roma nel 1993 fu fermato nei suoi stretti rappori con la procura di Milano. Si ricorda che Semler nel 1983 arrivò a Roma come consigliere politico- militare, per gestire l’arrivo dei missili Cruise a Comiso e disinnescando nel 1986 la crisi Usa-Italia seguita dall’attacco di Reagan contro la Libia di Gheddafi con loperazione Eldorado Canyon.





