di Carlo di Stanislao
“Si vis pacem, para bellum”: Italia divisa sul riarmo europeo
“Se vuoi la pace, prepara la guerra.” Questa antica massima latina oggi risuona nei palazzi del potere italiani, dove il dibattito sul riarmo europeo ha spaccato la politica in due. Da un lato, chi sostiene che un’Europa più forte militarmente sia necessaria per la sicurezza del continente; dall’altro, chi teme che l’aumento delle spese militari allontani la pace anziché garantirla.
La recente approvazione da parte del Parlamento Europeo del piano “ReArm Europe” ha evidenziato profonde divisioni sia all’interno della maggioranza di governo italiana sia tra le fila dell’opposizione, in particolare nel Partito Democratico (PD).
Il voto al Parlamento Europeo
Il 12 marzo 2025, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che sostiene il piano “ReArm Europe”, proposto dalla Commissione Europea per incrementare le spese militari degli Stati membri. La risoluzione è stata approvata con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astensioni. (ansa.it)
Italia divisa: una maggioranza senza coerenza
All’interno della coalizione di centrodestra che sostiene il governo italiano, le posizioni sul riarmo europeo sono risultate divergenti:
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Fratelli d’Italia (FdI) ha votato a favore della risoluzione, in linea con il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR). Tuttavia, il tentativo di proporre un emendamento per rinominare il piano in “Defend Europe” è stato respinto con 517 voti contrari. Il partito ha cercato di difendere la sua posizione sovranista senza però scontrarsi con gli alleati atlantisti.
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Forza Italia (FI), fedele alla sua tradizione filo-europeista, ha sostenuto il piano senza esitazioni, dimostrando coerenza con la linea del Partito Popolare Europeo (PPE).
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Lega, invece, ha votato contro, segnando una frattura netta con gli alleati di governo. Salvini ha giustificato la scelta parlando di “priorità agli italiani” e criticando il rischio di un’Europa sempre più militarizzata sotto dettatura di Bruxelles.
Opposizione in ordine sparso: un Partito Democratico senza guida
Se la maggioranza di governo appare incoerente, l’opposizione è altrettanto confusa. Il Partito Democratico ha mostrato una significativa spaccatura interna:
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Favorevoli: Dieci eurodeputati, tra cui Stefano Bonaccini, Antonio Decaro e Pina Picierno, hanno votato a favore, sostenendo la necessità di un’Europa più autonoma militarmente.
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Astenuti: Undici membri del PD, tra cui Nicola Zingaretti, Dario Nardella e Cecilia Strada, si sono astenuti, esprimendo dubbi sulla scelta di aumentare le spese militari. Questa frattura riflette un partito senza una chiara direzione strategica.
Altre forze di opposizione si sono schierate nettamente contro:
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Movimento 5 Stelle (M5S) ha votato contro, ribadendo la sua posizione pacifista e contraria al riarmo.
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Alleanza Verdi-Sinistra ha fatto lo stesso, sostenendo che le risorse dovrebbero essere destinate a politiche sociali e ambientali.




