di Sergio Restelli
Vladimir Putin non è mai banale nelle sue dichiarazioni,e questa volta, nell’intervista alla tv di Stato russa,ha voluto ribadire con forza la sua visione del futuro assetto geopolitico,legandolo al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.
L’Europa ai piedi di Trump
Con il suo solito tono tra il sarcastico e il profetico, Putin ha dipinto un’Europa pronta a “scodinzolare dolcemente”ai piedi di Trump. La frase è volutamente provocatoria e descrive un’Unione Europea debole,subalterna,incapace di opporsi all’influenza americana.Per il leader russo,la capacità di Trump di imporsi con decisione e senza esitazioni farà sì che le élite europee si adeguino rapidamente alle nuove direttive provenienti da Washington.Non è una visione nuova da parte del Cremlino.perché durante la presidenza Trump (2017-2021),Mosca ha spesso sottolineato come l’Europa fosse sostanzialmente “costretta”a seguire le direttive americane,nonostante alcuni dissidi interni alla NATO e divergenze su temi come il commercio o il clima.La previsione di Putin,quindi,è che con Trump al potere l’Europa tornerà ad allinearsi senza troppe resistenze,probabilmente abbandonando l’attuale postura anti-russa adottata sotto l’amministrazione Biden.Questa affermazione è chiaramente anche un messaggio rivolto all’Europa stessa:il Cremlino vuole sottolineare che l’autonomia europea è solo un’illusione e che,alla fine,le decisioni chiave saranno comunque prese a Washington,e non a Bruxelles.
La Germania e il passato nazista:una riflessione in linea con Musk
Putin ha poi affrontato un tema particolarmente delicato:la responsabilità storica della Germania per i crimini del nazismo.A suo avviso,le generazioni attuali e future non devono essere colpevolizzate per gli orrori del passato. Questo è un argomento che ciclicamente emerge nel dibattito politico tedesco ed europeo,spesso usato per giustificare o rifiutare determinate posizioni,come la memoria storica o il sostegno a Israele.L’idea di Putin è chiara:sebbene la memoria storica sia fondamentale,è ingiusto imporre una colpa eterna alle nuove generazioni tedesche.Un concetto che riecheggia le recenti dichiarazioni di Elon Musk,il quale ha espresso supporto all’AfD (Alternativa per la Germania), partito della destra populista che contesta la narrazione della “colpa storica” della Germania.Questo passaggio dell’intervista è significativo perché sembra un tentativo di avvicinamento alla politica tedesca e a certi settori della società tedesca più critici nei confronti dell’attuale governo Scholz.Putin sottolinea di avere amici in Germania e di conoscere il sentimento diffuso tra i tedeschi:una dichiarazione che potrebbe mirare a creare una frattura tra l’opinione pubblica tedesca e le politiche ufficiali del governo,in particolare per quanto riguarda l’atteggiamento verso la Russia.
Il mancato invito alla Russia per Auschwitz: una “vergogna”
Il leader del Cremlino ha infine affrontato un altro tema sensibile:la mancata partecipazione della Russia agli eventi commemorativi dell’80° anniversario della liberazione di Auschwitz.Ha definito questa decisione “strana e vergognosa”,sottolineando che, al di là delle tensioni politiche attuali, Mosca ha avuto un ruolo centrale nella liberazione del campo di sterminio.
Questa dichiarazione rientra nella più ampia narrazione russa secondo cui l’Occidente starebbe cercando di riscrivere la storia,minimizzando il contributo sovietico alla vittoria sulla Germania nazista.Per Putin,il mancato invito alla Russia è un affronto non tanto personale quanto storico,una mancanza di riconoscenza verso il sacrificio dell’Armata Rossa.Anche questa uscita ha un chiaro obiettivo politico:rafforzare il consenso interno in Russia,dove la Grande Guerra Patriottica è un pilastro identitario fondamentale.Allo stesso tempo, Putin cerca di mettere in difficoltà l’Occidente sul piano della memoria storica, insinuando che le attuali leadership europee siano pronte a stravolgere la storia per questioni di convenienza politica.
Un messaggio al mondo (e all’America)
L’intervista di Putin non è solo una serie di dichiarazioni provocatorie:è un messaggio strategico ben preciso.Da un lato, lancia un avvertimento all’Europa, descrivendola come debole e destinata a sottomettersi nuovamente a Washington sotto la guida di Trump.Dall’altro,tende una mano a una parte della Germania,quella più critica verso le attuali politiche occidentali,provando a spostare l’opinione pubblica tedesca su posizioni più favorevoli alla Russia. Infine, riafferma con forza il ruolo della Russia nella storia mondiale, denunciando qualsiasi tentativo di ridimensionarlo.Questa intervista è quindi un tassello della più ampia strategia comunicativa del Cremlino: creare fratture nell’Occidente,delegittimare le sue élite e presentare la Russia come una potenza inamovibile,che non può essere ignorata né riscritta.




