
Eccolo in azione. Il nuovo leader della Siria Abu Mohammed al-Jolani ha ricevuto la visita del ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot e della sua collega del governo tedesco Annalena Baerbock.
Il siriano ha calorosamente stretto la mano dell’inviato di Macron, ma si è ben guardato di ripetere il gesto di cortesia con frau Annalea. Meglio con contaminarsi, meglio non toccare le donne.
Dicono che l’usanza islamica è che le donne non si possono toccare. L’usanza europea, invece, è che porgere la mano ha il significato di non essere armato.
Significato per significato, sarebbe opportuno, prima di spandere saliva, cercare di capire cosa conta davvero al-Jolani vestito a festa.
Per prima cosa sarebbe opportuno vedere bene la cartina della Siria, prima di correre a baciare pantofole.

Il tagliagole vestito a festa controlla (forse) l’area rosa, considerando che la parte in basso è occupata dai Drusi, alleati storici di Israele, che hanno occupato Damasco prima di al-Jolani e che la zona costiera sul Mediterraneo è storicamente alawita.
L’arrivo in autostrada dei rivoluzionari è frutto, evidente, di un accordo tra Turchia, Usa, Israele e Mosca e il tagliagole vestito a festa potrà rimanere al potere se rispetterà quella che sembra essere la linea attualmente emergente, ossia una discesa in campo dell’Arabia Saudita, nel quadro di un’estensione degli Accordi di Abramo, per asseverare una Siria, di fatto fatta a pezzi, che risponda alle logiche di un Medio Oriente dove funzioni l’asse strategico tra Israele e i sunniti.
La permanenza di Mosca sulla costa potrebbe essere in funzione di tenere a bada la parte alawita che è in stretto rapporto con Assad, non a caso attualmente nella capitale russa.
In questo quadro i bacia pantofole dell’asse franco tedesco, non si capisce bene se a nome proprio o tentando di rappresentare l’Europa, tendono a inserirsi nel futuro “Grande Gioco”, così come fa il povero Zelensky, in prima fila nell’esercizio di entrare nella partita che, evidentemente, è anche collegata alla fine della guerra in Ucraina.
Zelensky, che non cessa mai di sorprenderci, nonostante non sia chiaro se gli Usa con Trump continueranno a fornire aiuti all’Ucraina, ora sostiene che il presidente eletto degli Stati Uniti possa lavorare per porre fine al conflitto contro Mosca. Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump è, secondo Zelensky, “forte e imprevedibile” e queste qualità possono essere un fattore decisivo nel suo approccio politico all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
“La fase ‘calda’ della guerra può finire abbastanza rapidamente, se Trump è forte nella sua posizione”, ha detto Zelensky in un’intervista alla televisione ucraina.
Nel frattempo, proprio per rimanere, se possibile, nel “Grande Gioco”, secondo quanto scrive il Kyivindipendent, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha visitato Damasco il 30 dicembre, segnando la prima delegazione ucraina ufficiale in Siria da anni.
“Questa è la prima visita di una delegazione ucraina ufficiale in Siria da molti anni. Dimostra la nostra disponibilità ad aprire un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali con la Siria”, ha detto Sybiha dopo i colloqui, secondo una dichiarazione del Ministero degli Esteri.
Andrii Sybiha, scrive il Kyiv – ha delineato i piani per una potenziale cooperazione, tra cui joint venture, l’istituzione di una produzione industriale e alimentare, scambi di tecnologia e collaborazione nella sicurezza informatica e nella protezione delle informazioni. “Speriamo anche di vedere una quota maggiore di beni siriani nelle nostre importazioni”.
In precedenza, il 27 dicembre, Zelensky aveva annunciato che l’Ucraina aveva inviato 500 tonnellate di farina di grano in Siria nell’ambito della sua iniziativa “Grano dall’Ucraina”.
“Questa spedizione – ha affermato Sybiha – fornirà cibo a oltre 33.000 famiglie siriane, ovvero 167.000 siriani, per un mese. Si tratta di un pacco di aiuti umanitari gratuito, ed è solo il primo lotto. Siamo pronti a consegnarne molto di più”.
Il ministro ha anche sottolineato la disponibilità dell’Ucraina a ripristinare i legami diplomatici, il commercio e gli scambi educativi con la Siria, subordinatamente al rispetto da parte della Siria del diritto internazionale, inclusa l’integrità territoriale dell’Ucraina. Ha anche annunciato che l’Ucraina si sta preparando a riprendere l’istruzione degli studenti siriani.
Non è mancatala stoccata sulla Russia. “Crediamo fermamente – ha detto ancora Sybiha – che, a lungo termine, l’eliminazione della presenza russa in Siria contribuirà alla stabilità della Siria stessa, nonché dell’intero Medio Oriente e dell’Africa, anche se ciò richiederà tempo”.
Per ora l’unica certezza è che il tagliagole vestito a festa si è rifiutato di dare la mano ad un ministro donna.
Non è un buon inizio, ma per i baciapantofole tutto va bene. L’importante è esserci.





