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LA STORIA NON SI FERMA MAI

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Il dottor Mario Pierotti è per lo scrivente un “fratello” in termini  professionali, umani e sociali.

Mario è una “mente” finanziaria pura. Forte di una esperienza professionale ultra trentennale, inizia la sua carriera a Londra dove riveste incarichi  di a.d. di società finanziarie e nel tempo assume incarichi in vari consigli di amministrazione tra Ginevra e Montecarlo per poi tornare a Milano.

Poliglotta, autore di romanzi a sfondo finanziario, ha una “intelligenza specifica” da potersi permettere di far sedere dietro ai banchi della scuola materna divisioni quadrinate di analisti di intelligence economica che bivaccano nelle università a tema e può considerare gli unitili conferenzieri e convegnisti nazionali al pari di dromedari ubriachi che vagano nel deserto fino a poter insegnare la compilazione delle parole crociate facilitate agli esperti del settore di varie amministrazioni pubbliche fino agli uffici amministrativi per il rilascio delle licenze di pesca della varie polizie locali presenti negli arcipelaghi sperduti del Mediterraneo.

Nel Suo articolo di oggi “The name of the game” Mario riporta e scrive: “Come la politica di Trump – America First – trasformerà il mondo nel 2025. In modi diversi Stati Uniti, Russia e Cina e Russia sono diventate tutte potenze revisioniste che cercano un cambiamento radicale dello status quo”. (Financial Times).

Il 20 gennaio 2025 Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca avendo come priorità il bene degli Stati Uniti “America First”. Lo stesso giorno a Davos, in Svizzera, inizierà l’annuale Forum Economico. La città svizzera è stata per anni luogo simbolo della globalizzazione finanziaria, politica e commerciale. Sembra una coincidenza predisposta per indicare la fine di un’epoca che dura da oltre trent’anni, nata al termine della Seconda Guerra Mondiale. Non è più una notizia che Cina e Russia stiano cercando di instaurare un nuovo ordine mondiale, è invece una novità che gli Stati Uniti di Trump vogliano rivedere i loro impegni internazionali e quindi abbracciare l’idea di un nuovo ordine mondiale.

Negli Stati Uniti sta iniziando la fase di proliferazione della Intelligenza Artificiale che sostituirà molti posti di lavoro ma aumenterà la produttività. È la più rapida crescita tecnologica della storia. Molte aziende in settori tradizionali che hanno già adottato l’Intelligenza Artificiale stanno raccogliendo risultati importanti e cresceranno più di altre; si uniranno con altre aziende che hanno a loro volta saputo adattare il proprio modello di business ai nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale creando aziende di immenso successo economico incrementando un divario incolmabile con quelle che non si sono sapute adattare in tempo. I vincitori vinceranno rapidamente e con grande forza, i perdenti invece perderanno in modo veloce e definitivo.” (Louis Navellier – Investorplace.com)

Louis Navellier è un’analista statunitense che ha identificato per molto tempo, in anticipo e con precisione, eventi che si sono poi concretizzati. Spesso le sue analisi apparivano incomprensibili per chi non aveva la capacità di comprendere l’implementazione delle nuove tecnologie ai modelli di business anche più tradizionali.

Siamo giunti all’ultima riflessione del week end del 2024. Per i risparmiatori è stato un anno ricco di soddisfazioni e risultati positivi. L’indice azionario MSCI World al 27 dicembre 2024 ha avuto una performance positiva del +20,50% (Fonte: msci.com). Lo stesso indice ha avuto una crescita media annua negli ultimi 10 anni del +10,50%. L’investimento in azioni in generale ha confermato la possibilità di generare ritorni sopra la media, se l’investitore è in grado di superare i momenti di incertezza dovuti a volatilità temporanee.

Negli ultimi dodici mesi anche i mercati obbligazionari hanno avuto performance mediamente positive, anche se nelle ultime settimane le obbligazioni con scadenze più lunghe hanno sofferto un ritorno di volatilità e quindi una discesa dai valori massimi raggiunti durante il mese di dicembre.

Il “The name of the game” del nuovo anno alla luce di eventi che rischiano di concretizzarsi nei prossimi mesi potrebbe modificarsi rispetto alle attese.

L’inflazione endemica del sistema occidentale a seguito di decenni di tassi prossimi allo zero condizionerà ancora le decisioni in materia di tassi d’interesse da parte delle Banche Centrali. Il grande rinnovato fabbisogno finanziario di Stati Uniti ed Europa porterà a un maggiore ammontare di emissioni obbligazionarie, con un possibile livellamento dei rendimenti sulle scadenze più lunghe.  Rimane quindi consigliabile, per ciò che concerne le obbligazioni, rimanere su scadenze 3-5 anni.

La crescita dei listini di borsa dipenderà ancora molto dal livello dei tassi d’interesse, e soprattutto dagli utili aziendali sia nei settori tecnologici che più tradizionali. Il rialzo recente dei valori azionari ha determinato delle valutazioni dei singoli titoli che dovranno trovare riscontri nei risultati delle singole società.

Scopriremo come sempre accaduto, con il passare delle settimane il “The name of the game” del 2025.

Come si potrà leggere è un attenta analisi di “sistema” che deve far riflettere sulla realtà, che non è quella che ci raccontano, ma fondata su valori di bilanci statali, utilizzo delle risorse energetiche, visioni strategiche geopolitiche di controllo di territori, rotte marittime, giacimenti di terre rare, che finiscono tutte sui terminali dei mercati finanziari come regolatori della vita e della morte di nazioni e continenti. E quando si scrive di continenti di deve scrivere della nuova frontiera, ovvero dello spazio ove chi lo controlla o controllerà, sarà in grado di controllare il mondo.

Si scrive del “Grande Gioco” la cui scacchiera è composta dagli scenari di guerra intesa sia in senso militare che commerciale.

La politica è “visione” che si deve fondare sul pragmatismo, più volte citato dal nostro direttore Silvano Danesi, che ha l’obbligo di considerare i reali interessi nazionali, e tutto ciò che comporta la vita di uno Stato deve essere finalizzato a tutto questo. Purtroppo da noi lo spettacolo indecente prodotto nella attività di approvazione della legge di bilancio non depone a favore di una classe politica che nella sua generalità se si dedicasse alla tombola natalizia creerebbe meno imbarazzi.

La Storia va avanti, malgrado gli intellettuali di sinistra, di cui “non ” si riconosce alcuna autorità, dichiarino sui loro giornaloni nazionali sia finita, perché la Storia, quella vera, la scrivono le persone che lavorano e che vivono la realtà del quotidiano e non gli idioti che passano la loro esistenza tra le nevi di Cortina e le barche a vela delle Eolie.

Gli Auguri di Buon Anno chi scrive li lascia ai nostri soldati impegnati sui fronti esteri, ai nostri poliziotti, carabinieri, finanzieri, alle barbe finte che vivono le attività operative, a tutti gli Uomini e Donne dello Stato, ai Patrioti, che credono ancora che valga la pena vivere per la Bandiera.

A tutti loro Buon Anno.

Autore

  • Redazione

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