
Francia, l’Assemblea nazionale ha approvato la mozione di sfiducia contro il governo Barnier
Presentata dal Nuovo Fronte popolare di sinistra e appoggiata dal Raggruppamento nazionale di Marine Le Pen, è stata adottata con 331 voti, ben oltre i 289 necessari
L’ex capo negoziatore Ue per la Brexit era stato nominato primo ministro appena tre mesi fa, il 5 settembre, dopo un’estate di incertezza seguita alle elezioni anticipate.
Contro Barnier, che il Rassemblement National aveva consentito vedesse la luce astenendosi, sono confluiti i voti dell’NFP (sinistre) e della stessa destra radicale, come entrambi i blocchi avevano annunciato lunedì pomeriggio.
In Aula Marine Le Pen ha accusato Barnier di non aver fatto alcun passo indietro su una legge di bilancio a base di tagli alla spesa e aumento di tasse considerata «punitiva» per i francesi, specialmente quelli più poveri e ai margini.
Per la leader dell’RN l’unica vera via d’uscita al caos in cui ora ripiomba il Paese è la caduta di Macron.
Macron, di rientro dall’Arabia Saudita, penserebbe di nominare un nuovo primo ministro nel giro di pochissime ore.
Troppo forte il rischio di finire l’anno senza aver approvato una legge di bilancio per il 2025.
Inoltre sarebbe troppo umiliante presentarsi senza un governo a Donald Trump, atteso sabato a parigi per la riapertura di Notre Dame.
In ogni caso per Macron è ormai giunta la fine di una carriera. Il capolinea è vicino





