Home Opinioni GRILLICIDIO A META’

GRILLICIDIO A META’

0

di Carlo Di Stanislao
 
“Crono divora i suoi figli, pressappoco come il cinghiale la figliata della femmina; Zeus evira il padre e si pone al suo posto in veste di dominatore”
Sigmund Feud, Opera 3.
 
Nell’antica Roma il reato di parricidio venne per la prima volta regolamentato dal re Numa Pompilio il quale introdusse la clausola parricidas esto che prevedeva se l’omicidio del genitore fosse stato colposo la consegna di un ariete alla famiglia della vittima; mentre per l’omicidio doloso era prevista una pena particolare, la poena cullei (pena del sacco), successivamente adottata da re Tarquinio per un caso di sacrilegio e infine codificata dal Codex Giustinianeo. Questa pena prevedeva che il condannato indossasse un cappuccio fatto con la pelle di lupo, sancendo così la sua involuzione dalla condizione umana a quella ferina, fustigato con verghe ricavate dal corniolo un albero consacrato agli dei degli inferi e legato a funesti presagi. A quel punto il condannato veniva chiuso in un sacco con una vipera, un cane, un gallo e una scimmia che avrebbero che l’avrebbero dilaniato finche il sacco non fosse stato gettato in mare o in un corso d’acqua.
 
Il motivo per cui venisse rinchiuso in un sacco a una doppia valenza: non contaminare il mondo con le sue spoglie e privare il reo della vista degli elementi naturali e di una sepoltura come scriveva l’imperatore Costantino; mentre il bestiario che fa da corredo al supplizio per alcuni è legato al ferocia di questi animali ma probabilmente è frutto solo della crudeltà dei carnefici non essendo tale prassi codificata originariamente.
 
La poena cullei ebbe un corrispettivo medievale, la pena della mazzeratura prevista per i traditori della corona che per la morale medievale avevano tanto di sovvertire le leggi naturali essendo il re tale per volontà divina. Il supplizio in questo caso si semplificava: il condannato veniva cucito in un sacco e gettato in acqua.
A Giuseppe Conte e accoliti non sono state comminate nessuna delle due pene.
 
Ma, come si sa: chi la fa l’aspetti. L’ascesa fulminea dei “grillini”, come si diceva una volta, era cominciata con i V-day, uno show itinerante inventato da Beppe Grillo, a metà tra il comizio politico e lo spettacolo teatrale. Ora tutti i vaffanculo lanciati da Grillo in quegli anni memorabili gli sono tornati indietro, come un boomerang: alle 16, 23 di domenica 24 novembre (è il mese dei morti, in fin dei conti) quando alla costituente 5stelle è stato letto l’esito del quesito sull’eliminazione del ruolo del garante. Il 63,2% ha votato sì. 
 
Il parricidio si è consumato in uno scroscio di applausi, spontanei, della platea. Il movimento dell’uno vale uno, che aborriva i professionisti della politica, che voleva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, si è trasformato nel suo contrario: un partito personale governato da un avvocato senza idealismi, che ha dato il benservito al noioso grillo parlante.
 
Ma lui non si arrende e  chiede di ripetere il voto sulle modifiche statutarie.
Intanto Conte vuole tenere una sua postura, senza accecarsi come fece Edipo.
 
Per questo all’ora di pranzo aveva dato spazio all’unico ospite politico, Sahra Wagenknecht, la leader della sinistra tedesca pacifista e che invoca “limiti all’immigrazione”, fondatrice del partito Bsw. Le ha fatto addirittura da simil-intervistatore, Conte, mentre in collegamento l’ex big della Linke celebrava le affinità: “Nella guerra in Ucraina c’è una corresponsabilità dell’Occidente e della Nato, è molto importante che le forze Ue che sono per un’Europa progressista e giusta si alleino”. Tanto che invita l’ex premier a Berlino, e lui accetta.
 
I 5Stelle, ora nel gruppo di The Left in Ue, aspettano le elezioni tedesche in febbraio per vedere se la probabile crescita elettorale di Bsw favorirà la creazione di un gruppo assieme a Wagenknecht. 
 
Nell’attesa, Conte celebra la cancellazione dei due mandati (definitiva, perché per cambiare il codice etico non serve il quorum): “Siete stanchi di combattere ad armi impari con altre forze politiche. Sui mandati formuleremo una proposta cum grano salis che voterete”. E dall’arena del parricidio tutti salutano l’ avvocato vincitore che però guida ora un partito in picchiata in Italia e non conta nulla in Europa. 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui