
Beppe Grillo ha chiesto ufficialmente la ripetizione del voto dell’Assemblea costituente del M5S.
Come scrive Il Corriere della sera, il garante ha inviato una richiesta formale per una nuova votazione. Contattato dall’Adnkronos, l’entourage del co-fondatore del Movimento 5 stelle ha confermato l’indiscrezione, precisando che la richiesta è stata inoltrata ieri.
Lorenzo Borrè, storico avvocato dei ‘dissidenti’ pentastellati, spiega all’Adnkronos che le armi in mano all’ormai ex garante, almeno dal punto di vista giuridico, sono molte di più rispetto a quelle di Conte che, dalla sua, può sicuramente contare sulla base, come ampiamente dimostrato nella due giorni di ‘Nova’. Ma quali sono effettivamente questi strumenti?
L’Assemblea del Movimento ha deciso di eliminare il ruolo del garante (la carica ricoperta da Grillo dal 2017) e il limite massimo di due mandati per gli eletti 5 Stelle. Inoltre, ha detto sì alle alleanze (anche se sempre sulla base di ‘un accordo programmatico preciso’), all’adesione al campo progressista, al tesseramento e a eventuali modifiche di nome e simbolo decise dal consiglio nazionale.
In buona sostanza la democristianizzazione del M5S è in fase avanzata e l’Elevato, ossia il l’e-“levato di torno” vorrebbe la rivincita, ma, come ha lui stesso commentato la conclusione dell’Assemblea del M5S, ora ha a che fare con i gesuiti e per lui è pronto un posto nel metaverso.
Nella “contea” democristiana di sinistra per lui non c’è posto.
Dopo aver fondato l’MIFive, Grillo potrebbe dedicarsi a fondare MIsix. In fondo è sempre un passo in avanti.





