
di Pietro Mazzucco
Ci risiamo, lungi dal sottoscritto difendere il Ministro Salvini, non ho alcuna simpatia su di lui e sul suo operato, ma questa volta la richiesta di 6 anni fatta dal procuratore della Repubblica nella sede processuale, portano consensi, all’uomo e al suo partito. Ci sono reati? Questo è il dilemma, e personalmente non essendo un magistrato o un penalista, riporto esclusivamente quanto emerso nell’inchiesta Palamara. Riverrà fuori tutto e abbiamo creato un altro eroe. Non ne sentivamo il bisogno
Ricordiamo i fatti.
Quando era ancora ministro dell’Interno, nel 2018, Matteo Salvini veniva quotidianamente attaccato dai giudici per il suo operato sui migranti. Emerge fulmine a ciel sereno , quanto non avremmo mai sospettato, un fatto clamoroso: quelle stesse toghe che in pubblico puntavano il dito contro il segretario della Lega, in privato sapevano benissimo che l’ex ministro non stava facendo niente di male.
Il quotidiano La Verità svelò le carte in tavola e accese i riflettori su come, in una chat su Whatsapp, certe toghe ammettessero che sì, Salvini non stava facendo niente di sbagliato, ma che doveva comunque essere attaccato senza pietà.
Tanti i protagonisti della vicenda, a cominciare da Paolo Auriemma, capo della Procura di Viterbo, e Luca Palamara, leader della corrente di Unicost.
Auriemma, rivolgendosi a Palamara, è molto dubbioso su quanto sta accadendo in quei torridi giorni d’agosto: ”Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando. Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento”.
In fondo al messaggio Whatsapp la raccomandazione di non diffondere il contenuto del testo. La risposta di Palamara arriva quasi subito: ”Hai ragione. Ma adesso bisogna attaccarlo”.
La discussione va avanti, sottolinea ancora La Verità, e Auriemma è dubbioso: potrebbe essere un pericoloso boomerang continuare ad attaccare Salvini sull’immigrazione. Anche perché ”tutti la pensano come lui”, ”tutti pensano” che abbia ”fatto benissimo a bloccare i migranti”.
In quel periodo il ”Capitano” è nel mirino dei pm siciliani. Auriemma è titubante: ”Indagato per non aver permesso l’ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili. Indifendibili”.
In altri messaggi, con altri interlocutori, Palamara esprime tutto il suo disagio di fronte all’eventualità di incontrare pubblicamente Salvini e, nel frattempo, si fa inviare i pdf delle sentenze del processo di Umberto Bossi e Francesco Belsito. Insomma, a tenere unite, per dieci anni, le toghe rosse di Area e Palamara sarebbe il conflittuale rapporto con il centrodestra.
Per finire, in una chat tra Palamara e Bianca Ferramosca, componente della giunta esecutiva Anm (Associazione nazionale magistrati), quest’ultima, nel novembre 2018, se la prende con i colleghi che hanno dato ragione a Salvini sull’allora dl Sicurezza, componenti di una cordata ”pericolosissima”.
Il “famoso capitano” della lega da mediocre politico sarà trasformato in eroe. Le battaglie si fanno sul fronte politico, proponendo temi che siano di interesse comune e dare soluzioni credibili. Sul fronte migranti ,la Germania sta chiudendo le frontiere in barba a Schengen, a breve Belgio e Olanda seguiranno. L’esperimento liberi tutti è fallito per assenza di progettualità democratica e di politici capaci e soprattutto con la schiena diritta.
Anche in Italia è il momento di arrendersi agli errori commessi nel recente passato e ricominciare a sentire lo spirito patrio, nell’accezione più bella e naturale.
Ricordo ai più: “Non auro, sed ferro, recuperanda est Patria”, ossia:
” Non con l’oro si riscatta la Patria, ma con il ferro (Marco Furio Camillo).





