Home Opinioni INTEGRAZIONE, IL “PRAGMATISMO DEMOCRATICO” SVIZZERO

INTEGRAZIONE, IL “PRAGMATISMO DEMOCRATICO” SVIZZERO

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di Francesco Pontelli
 
Alle ultime Olimpiadi molte squadre agonistiche della nazionale italiana presentavano atlete e delle atleti italiani  di ogni colore e provenienza geografica, tutti uniti dai colori della nazionale italiana. 
 
Immediatamente dopo l’evento Olimpico la politica priva di argomenti che potessero interessare i media, che non fosse l’ennesima giravolta di Renzi,  ha dato vita ad  una polemica relativa al diritto di cittadinanza ed in particolare allo ius  scholae.
 
Una speculazione politica al limite della semplice strategia di una miserevole comunicazione, divenuta il mantra di una politica di un  centro, ormai avvizzito in quanto privo di una guida (Berlusconi) che nel bene o nel male lo aveva gestito e guidato. 
 
Ovviamente si dimentica come la presenza i molti atleti delle più diverse origini geografiche nella nazionale dimostrino come  l’integrazione già ora sia stata  confermata  alla Olimpiadi di Parigi del 2024.
 
Essere italiani, oppure diventarlo, non può essere limitata da un fattore relativo al colore della pelle e tantomeno alla provenienza di nascita, quanto dalla condivisione di quei valori Democratici che rendono le nostre democrazie delle società aperte.
 
In altre parole, gli atleti della nazionale hanno accettato e condiviso valori etici e sportivi assieme ai regolamenti nazionali ed internazionali dello sport.  Successivamente attraverso le proprie performance sportive li esaltano esattamente come la nazione che rappresentano nell’ambito  dello sport.
 
Allora in questo contesto risulta la sola condivisione di valori e regole a rappresentare  il fattore fondamentale per dirsi e sentirsi appartenente ad una comunità.
 
Quindi, il rifiuto della accettazione dei valori di una società o comunità  non può essere considerato come una  democratica manifestazione di libertà del pensiero, in quanto la condivisione si declina come sintesi di valori ed obblighi, i quali entrambi  rappresentano le fondamenta istituzionali della democrazia e della nostra libertà.
 
Mai come ora la Svizzera si dimostra come uno dei migliori  modelli di questo “Pragmatismo Democratico”, basato  sulla condivisione di valori ed obblighi, veri  fattori fondamentali  ed unificanti per appartenere  ad una comunità.
 
Recentemente, infatti,  si è verificato un episodio riportato dalle cronache: “Svizzera: non stringono la mano, negata cittadinanza a musulmani. Rifiutano di stringerla a persone sesso opposto. ‘Non integrati’ (*)”.
 
La semplice mancanza di un valore come l’uguaglianza ed il rispetto per e tra i  due sessi (o generi come si usa dire ultimamente) dimostra la impossibilità di una condivisione democratica nella vicina Svizzera e quindi la  mancanza di una base valoriale condivisibile.
 
Aldilà delle speculazioni ideologiche, quindi, utilizzate solo  per sostenere la stessa esistenza in vita  dei vari gruppi politici,  la sola  Condivisione Democratica di un sistema di diritti ed obblighi diventa l’espressione complessa della appartenenza ad una nazione. 

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  • Redazione

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