
di Bruno Chiavazzo
Giornali e Tv sono pieni di occhiute analisi sulla situazione socio-politica mondiale. Opinionisti di ogni colore e sfumatura si esercitano quotidianamente a spiegarci come si risolve il conflitto Russo-Ucraino o la guerra Israele-Hamas.
La nostra Premier ha visto per novanta minuti il dittatore comunista cinese intimandogli, secondo la stampa amica, di porre fine agli aiuti militari all’altro dittatore, Putin. Ovviamente Xi Jinping, ha fatto un sorriso di circostanza e ha liquidato la richiesta come una boutade di una che non ha capito bene dove si trovava e con chi parlava.
Il terzo dittatore, quello turco, Erdogan, minaccia di invadere Israele e la Nato di cui fa parte, non dice niente. Per non parlare della campagna elettorale americana con Trump che insulta tutte le volte che parla la Harris chiamandola “indiana trasformatasi in nera”.
Tutte cose in cui il nostro Paese, dal punto di vista militare e politico, conta come il due di coppe quando la briscola è a denari. Ma tant’è, per i politici e i giornalisti è meglio parlare della Luna che dire qualcosa di concreto su temi dove tutti possono verificare le castronerie che vanno dicendo.
Abbiamo un ministro dei trasporti, tale Salvini, che interviene su tutto, dalla cerimonia delle Olimpiadi ai tornei di briscola, ma mai che dicesse una parola sullo stato comatoso delle ferrovie o del trasporto aereo. Centinaia di migliaia di viaggiatori sono ostaggi, senza acqua e senza pane (come quelli israeliani nelle mani di Hamas), di guasti a ripetizione sui treni ad alta velocità con biglietti dai costi esorbitanti.
Ore ed ore fermi sui binari arroventati senza nessuna informazione. Ti squagli nelle carrozze senza aria condizionata con i finestrini bloccati, mentre il responsabile politico e istituzionale si sta mangiando un panino in montagna con la fidanzata e si spara selfie a ripetizione. Dagli schermi televisivi lancia strali contro gli immigrati del terzo mondo che devono starsene a casa loro, mentre lui il terzo mondo lo sta creando in Italia.
Non c’è un convoglio che arrivi in orario, un volo che non si trasformi in odissea per i malcapitati passeggeri, toilette intasate, una puzza da vomito, l’Italia dei trasporti è diventata un campo profughi, dove al posto delle hostess e degli steward, arrivano quelli della Protezione Civile con i loro giubbotti arancioni.
Per par condicio, però, non si può non ricordare l’evanescente Sindaco di Roma, tale Gualtieri, che, ieri, mentre bruciava la collina di Monte Mario e si evacuavano gli studi Rai di Via Teulada, si faceva riprendere in elicottero mentre sorvolava le fiamme. Peccato che avesse dimenticato la chitarra sennò pensate che foto… altro che Nerone!





