
L’imperativo categorico è: salvare il pianeta.
Fallito il tentativo di salvarlo con l’Affare Verde (Green Deal) e con l’emergenza climatica, si passa alle armi. Salviamo il pianeta con una bella guerra mondiale e, se è necessario, anche con una bella guerra atomica.
Alla fine gli esseri umani saranno pochi, anzi pochissimi, tutti finalmente assolti dal fastidio di dover avere a che fare con i popoli, rinserrati in isole non contaminate, serviti da robot, non ossessionati dalla democrazia, nuovi dèi di un pianeta in gran parte desertificato.
Ma che importa. L’importante è che, nel frattempo, nelle isole non contaminate possa continuare il gioco del domino, con gli gnomi che spostano miliardi a destra e a manca, in una sorta di libido onanista, perché da conquistare non c’è più nulla, se non l’immaginario di un consesso di pazzi.
Sembra un racconto di fantascienza e invece è la tragica realtà che si sta svolgendo nelle stanze del potere, allocate in un manicomio dove la psichiatria ha gettato la spugna, ma non l’ha gettata la realtà, che incalza, mette a nudo, evidenzia.
Dietro alle manovre ormai scomposte del mondo finanziario che ci vuole portare alla terza guerra mondiale guerreggiata con le armi, a tutto vantaggio degli investimenti nell’industria bellica, c’è la tragica realtà di una bolla finanziaria gigantesca che gira nel mondo e che una guerra mondiale azzererebbe d’incanto.
Negli anni di inizio millennio il fallimento della Lehmann Brothers è stato solo la punta di un iceberg gigantesco, la cui deriva è stata solo tamponata da interventi delle banche centrali. I CDS (credit default swap) erano 60 mila miliardi nel 2008.
Tra il 2007 e il 2008 è scoppiata la bolla dei subprime.
La grande recessione del 2008 ha rappresentato uno dei momenti più difficili dell’intera economia mondiale, seconda solo alla crisi del ’29, anche se in realtà l’impatto economico nei primi mesi fu addirittura superiore a quello della Grande depressione.
La vera e propria crisi finanziaria iniziò già nel 2007 e si propagò su scala mondiale negli anni successivi.
La grande recessione evidenziò l’incapacità di visione a lungo termine, la quale permise la diffusione di strumenti finanziari altamente rischiosi e l’eccessiva fiducia che portò all’assunzione di decisioni non razionali.
Questi due fattori non furono caratteristici esclusivamente della grande recessione, ma furono all’origine di molte altre crisi finanziarie, tra le quali troviamo sicuramente la crisi del 1929, la bolla speculativa giapponese scoppiata nel 1991 e la crisi asiatica del 1997.
Non è qui la sede per un approfondimento della consistenza della crisi finanziaria e della bolla che vaga per il mondo (cosa che andrebbe fatta da qualche specialista), ma è chiaro che la bolla è la vera atomica capace di disastrare il pianeta, in quanto, al fine di chiudere la partita e di azzerarla, una guerra totale sarebbe la cura.
Un’immane distruzione, alla quale conseguirebbe la necessità di ricostruire. Un azzeramento di debiti e crediti sulla canna del cannone. Un segnale potente a chi nel periodo tra la seconda guerra mondiale e l’oggi si era illuso che l’Occidente fosse la patria del welfare, del benessere, raggiungibile, e in parte raggiunto, attraverso lo sviluppo economico e dello stato sociale.
Dopo una guerra, lo slogan che ci ha dettato il World Economic Forum (Davos): sarete poveri e felici, sarà una realtà. Poveri sicuramente. Sicuramente infelici. In gran parte anche morti, dando spazio alle teorie malthusiane dei neo nazisti tra vestiti da progressisti e dei socialisti fabiani.
Il manicomio produce mostri, i quali si sono auto nominati salvatori del pianeta mandando alla distruzione l’umanità.
Finalmente si è capito dove sta il manicomio e dove sono i sani di mente.
E’ sufficiente? No, è solo l’inizio, ma è un inizio promettente, in quanto se hai capito chi sono i matti e hai identificato le loro ideologie da psicopatici, allora hai fatto un grande passo in avanti, in questo caso davvero verso la salvaguardia del pianeta nella sua accezione di vivente contenitore dell’umanità.
L’umanità non è un insieme di alieni che infestano il pianeta; è una parte essenziale del pianeta stesso, perché la terra è quella che è proprio perché è abitata da una specie vivente dotata di intelligenza, di coscienza, di intuito e di razionalità che, con tutti i suoi difetti, ha saputo anche costruire cose egregie in rapporto con i paradigmi che la natura ha offerto alla sua osservazione intelligente e alla sua elaborazione razionale.
A lor signori, mentre proclamano il bene del pianeta e preparano la terza guerra mondiale per distruggere l’umanità, va opposto, da parte dei sani di mente, un deciso no a tutto tondo, cominciando con il cambiare, con la partecipazione e con il voto, il quadro politico.





