
Zelensky ha fortemente criticato i partner occidentali: «Vorrebbero – ha detto – che l’Ucraina vincesse senza che la Russia perdesse», perché temono conseguenze imprevedibili sugli assetti geopolitici.
E’ esattamente la verità, in quanto, dopo due anni di guerra, gli Usa e la Nato non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra con la Russia direttamente e, conseguentemente, l’Ucraina si trova in una situazione difficilissima, al limite del collasso.
A dare l’idea di una situazione giunta al limite è la carenza di uomini, resa ancor più evidente dai giovani che fuggono all’estero per evitare l’arruolamento.
Almeno 30 persone, infatti, sono morte nei giorni scorsi nel tentativo di attraversare il fiume Tibisco – che separa l’Ucraina dall’Ungheria e dalla Romania – fuggendo dal Paese per evitare l’arruolamento e la partenza per il fronte.
A renderlo noto è stato lo stesso servizio di frontiera ucraino.
Gli agenti di frontiera intercettano quotidianamente uomini che tentano di lasciare il Paese, sia attraverso il fiume, sia utilizzando documenti falsi per attraversare i valichi ufficiali. Ci sono anche attraversamenti non ufficiali ai confini con la Slovacchia.
Le autorità romene hanno riferito che circa 11mila ucraini hanno attraversato il confine in modo irregolare e hanno confermato 19 morti, la maggior parte dei quali annegati nel fiume Tibisco e gli altri congelati nella zona montuosa.
Ieri è entrata in vigore in Ucraina la legge di riforma della leva che abbassa da 27 a 25 anni l’età per la coscrizione obbligatoria.
Secondo alcune stime, inoltre, sarebbero circa 650mila in Europa i giovani espatriati dall’Ucraina per evitare la leva e di questi circa 222mila si trovano in Germania (90mila ufficialmente e gli altri clandestini).
Ai fuggitivi si devono aggiungere i morti e i feriti, di difficile conteggio, in quanto Kiev tiene segreti i dati.
Una stima relativa ai militari ucraini uccisi dalla Russia è quella fornita dall’organizzazione indipendente Book of the memory, che monitora i crimini di guerra compiuti dalle truppe di Mosca e il numero di vittime ucraine causate dall’invasione. I ricercatori hanno verificato la scomparsa di 15mila soldati, ma il numero reale potrebbe superare le 30mila persone su una forza militare complessiva di circa 815 mila unità secondo il Military Media Center ucraino e il Global Firepower Index.
I feriti, secondo il Wall Street Journal sarebbero circa 100 mila.
E’ chiaro che l’Ucraina è a corto di uomini e che ha difficoltà crescenti a reclutarne di nuovi e, per quanto possano arrivare aiuti in termini di armi, se mancano gli uomini c’è ben poco da fare.
Nel frattempo, la Russia ieri ha abbattuto nove missili americani Atacms e un drone ucraino lanciati contro la Crimea la scorsa notte. Lo rivendica il ministero della Difesa di Mosca in un post su Telegram, nel quale annuncia anche di aver intercettato e distrutto tre droni ucraini sulla regione russa di Belgorod e altri 57 sulla regione di Krasnodar.
Nove missili usa Atacms sono l’equivalente di 9 milioni di dollari e il loro uso riapre il confronto tra Zelensky, che vorrebbe poterli usare in profondità sul territorio russo e il no della Nato e di Washington.
Anche l’avanzata continua “in profondità”, come ha detto il ministero della Difesa di Mosca, annunciando la conquista finora di 12 villaggi nella regione di Kharkiv.
Ieri le forze russe hanno catturato il villaggio di Starytsia.
Avanzata confermata dallo stesso Volodymyr Zelensky, il quale ha ammesso che la marcia delle truppe russe si è spinta in alcuni punti fino a «dieci chilometri» da Kharkiv.
La realtà è che la Russia sta conquistando posizioni che rendono sempre più difficile la resistenza ucraina, la qual cosa, come riferisce l’Istituto per lo studio della guerra (ISW), ha portato funzionari ucraini a chiedere all’amministrazione presidenziale degli Stati Uniti di allentare le restrizioni contro l’uso di armi fornite dagli Stati Uniti per colpire obiettivi militari in Russia.
Il New York Times (NYT) e il Wall Street Journal (WSJ) hanno riferito il 17 maggio, citando funzionari ucraini e statunitensi, che l’Ucraina ha presentato la richiesta nella scorsa settimana.
Il NYT e il WSJ hanno riferito che l’Ucraina ha anche richiesto ulteriore assistenza per il targeting di obiettivi militari all’interno della Russia in quanto consentirebbe alle forze ucraine di pianificare in modo più accurato attacchi con droni e missili.
La risposta degli Usa alle richieste di Kiev non è positiva.
Funzionari della Casa Bianca, riferisce ISW, affermano che gli Stati Uniti non vogliono incoraggiare o consentire attacchi all’interno della Russia e il NYT ha osservato che la Casa Bianca ha respinto appelli simili in passato.
Zelensky, sempre secondo l’Istituto per lo studio della guerra, ha anche delineato i requisiti materiali per l’Ucraina per combattere la superiorità aerea di Mosca e difendersi dalla minaccia aerea russa, soprattutto date le restrizioni imposte dagli Stati Uniti all’Ucraina che vietano all’Ucraina di colpire obiettivi all’interno del territorio e dello spazio aereo russo.
Zelenskyj ha affermato che le forze ucraine hanno solo il 25% delle difese aeree di cui l’Ucraina ha bisogno per difendersi dagli attacchi russi e ha chiesto ai paesi occidentali di inviare due batterie Patriot, che l’Ucraina schiererà specificamente nell’oblast di Kharkiv. Tuttavia le due batterie Patriot proposte da Zelenskyj nell’oblast settentrionale di Kharkiv avranno un’efficacia limitata nella difesa dagli attacchi aerei russi se le forze ucraine non potranno utilizzare i Patriot per intercettare i cacciabombardieri russi nello spazio aereo russo.
Zelenskyj ha inoltre affermato che l’Ucraina avrebbe bisogno di circa 120-130 F-16 o altri aerei da caccia avanzati per raggiungere la parità aerea con la Russia.
La realtà incalza e non è tale da dare molte speranze in una possibile modificazione del quadro bellico.
“Le forze russe – sostiene ISW – hanno intensificato i loro sforzi per conquistare la città operativamente significativa di Chasiv Yar, cercando di sfruttare il modo in cui le operazioni offensive russe nell’oblast settentrionale di Kharkiv e le operazioni offensive in corso in tutta l’Ucraina orientale hanno generato una maggiore pressione a livello di teatro sulle forze ucraine”.
La conquista russa di Chasiv Yar sarebbe significativa dal punto di vista operativo poiché fornirebbe alle forze russe posizioni favorevoli per lanciare successive operazioni offensive contro Kostyantynivka e Druzhkivka, città che formano la parte meridionale di una cintura difensiva ucraina che è la spina dorsale della difesa ucraina dell’oblast di Donetsk.
In questo panorama decisamente pessimo, Volodymyr Zelensky, che sembra ormai fuori dalla realtà, ha affermato che la Crimea, quando sarà liberata dai russi, diventerà uno dei posti migliori in cui vivere in Europa.
“Fino al 2014 ha detto Zelensky a Kiev – la Crimea è stata davvero una casa felice per molti dei nostri cittadini e la Crimea sarà di nuovo così. Lo sarà sicuramente, quando la forza della nostra resilienza, delle nostre armi, della nostra diplomazia e il potere della giustizia per l’Ucraina garantiranno la liberazione della Crimea dall’occupazione. La penisola, senza la Russia, è destinata a diventare uno dei posti migliori in cui vivere in Europa”.
Scambiare i desideri con la realtà non porta sicuramente a trovare soluzioni e, a proposito di soluzioni, a quanto pare ora Zelensky comincia a rappresentare un problema.





