
IL CORPO DELLA LINGUA di Giorgio Agamben
Giulio Einaudi editore Collana: Saggi
Corporizzare la lingua, quasi per anatomizzarla. Il mondo di Francois Rabelais ( 1494 – 1553 )
pervade l’immaginazione, reinventa e rilancia un naturalismo umanistico, rilasciando una scrittura
trasgressiva e tipicamente orrifica: Gargantua e Pantagruel, il suo capolavoro diviso in
cinque libri, è la storia dei due giganti, padre e figlio, mossi entrambi dalla deformazione dei loro corpi e da una lingua impura, certamente non petrarchista o dantesca, ma triviale e rozza.
Teofilo Folengo, monaco benedettino come Rabelais, inventore della lingua maccheronica ( dal nome di un certo gnocco ) trasgredisce la separazione tra volgare e latino, latinizzando il volgare e volgarizzando il latino come riporta la quarta di copertina di questo saggio colto ed originale.
Lingua come corpo pensante, e proprio come i giganti, possiamo marcatamente toccare.
Lingua come “problema” storico,come “possibilità” rivoluzionaria ed anarchica ( il maccheronico come “terza” via )
Il nuovo impianto di Rabelais e di Folengo è quasi una operazione in “avanguardia”, assolutamente e soprendentemente innovativa e celebrativa.
Spazio, corpo e lingua in un intreccio imprevedibile ed ineluttabile.




