Home Politica estera TRA INGENUITÀ E TANTA DEMAGOGIA NELL’AFRICA SUB-SAHARIANA

TRA INGENUITÀ E TANTA DEMAGOGIA NELL’AFRICA SUB-SAHARIANA

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Il 19 Aprile 2024 sul giornale online Africa24 è apparso un interessante articolo intitolato “BRICS E L’AFRICA: NUOVE ALLEANZE PER LA DE-DOLLARIZZAZIONE” nel quale in apertura si può testualmente leggere:

“Una Nuova Alleanza Africana alla Conquista dell’Indipendenza Monetaria

La formazione di un nuovo blocco monetario in Africa, composto da Niger, Mali e Burkina Faso, rappresenta un’importante svolta nella geopolitica monetaria internazionale. Questi tre paesi, tutti ex colonie francesi, hanno deciso di seguire l’esempio del BRICS e proporre una nuova valuta per le transazioni commerciali, scartando il dollaro statunitense. Con l’obiettivo di liberarsi dal dominio ereditato dalla colonizzazione, i regimi militari al potere stanno lavorando per rompere i legami finanziari con il dollaro e promuovere l’indipendenza monetaria nella regione”.

La filosofia BRICS è sicuramente contagiosa: in questo senso Beijing sta facendo scuola e proseliti anche grazie al supporto autorevole di qualche acclarato commentatore occidentale che ne ha, in qualche modo, sdoganato il messaggio, sicché non è difficile comprendere l’entusiasmo dei proponenti il progetto in questione: un progetto che si configura come un ottimo termometro del più che giustificato e legittimo risentimento dei Paesi dell’area Sub-Sahariana verso un certo Occidente e la Francia in particcolare.

Purtroppo per loro, però, capisco -e come me lo capisce anche chi a tuttio questo si oppone– anche un’altra cosa, ossia che all’atto pratico nessuno dei Paesi promotori di questa iniziativa ha idea di cosa sia realmente una moneta, di cosa sia stato il Franco CEFA (l’EURO della Francafrique), di come sia nato il dominio globale dello USD nel 1944, come pure del fatto che questa ribellione allo USD è ancora più ingenua e con i piedi d’argilla di quello che si poteva pensare all’inizio dell’intero processo di emancipazione da Parigi.

Alla fine tutto questo gran rumore, che è il frutto dell’ottima conduzione della Guerra Cognitiva in atto mossa da Pechino all’Occidente, non li farà andare, per quello che riguarda gli scambi interni al gruppetto aderente all’iniziativa, oltre il livello del baratto (al più fregandosi gli uni con gli altri perché avere una moneta unica presuppone l’avere un rapporto di cambio comune) ovvero oltre il livello di ciò che, con ben altra competenza e consapevole lungimiranza, fa perfino la Cina allorché commercia con i suoi partner economici in valuta diversa dallo USD, ossia in Yuan, per la determinazione del prezzo oggetto dello scambio, magari accettando come mezzo di regolazione la valuta della controparte, ma secondo un rapporto di cambio, ed è qui che risiede il ridicolo che nessuno ha notato, che fa base su quello rispetto allo USD.

Quella dei BRICS è al momento solo una trovata ideologica ed un grimaldello usato da Pechino per costruire il proprio feudo economico in cui operare così come fecero gli USA nel 1944

Autore

  • Redazione

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