di Marco Pugliese
Facciano il punto reale ed usciamo da una narrazione molto manipolata…
L’Italia è prima per il riciclo della totalità dei rifiuti (con il 79% di rifiuti avviati a riciclo; circa il doppio rispetto alla media mondiale). Questa attenzione per l’economia circolare consente la riduzione di 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO2 in un anno.
Anche le imprese fanno la loro parte: infatti, sono oltre 432.000 le aziende che hanno investito nella green economy negli ultimi 5 anni, creando più di 3 milioni di green jobs (il 13,4% dell’occupazione complessiva).
Lo stesso impegno verso la sostenibilità è stato preso anche nel settore agricolo, poiché le aree coltivate a biologico corrispondono al 15,5% di quelle utilizzate in tutto il territorio nazionale e sono impiegate da circa 70.000 produttori.
Con numeri significativamente maggiori rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia occupa il primo posto della classifica anche nell’industria del legno arredo (il 93% dei pannelli di truciolato provengono da legno riciclato; segue il Belgio con l’84% e la Danimarca con il 60%).
Non si può trascurare, infine, il ruolo delle imprese culturali nel nostro Paese, che rappresentano il 14,5% del totale europeo, generando da sole 96 miliardi di euro e in cooperazione con altri settori affini 265,4 miliardi (equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale).




