
di Giuseppe Augieri
Che gli USA siano in sostanziale guerra con la Russia, utilizzando non i suoi militari ma le truppe dell’Ucraina e la di essa drammatica condizione di vittima, è sempre stato chiaro: non per le dichiarazioni di Putin, ma per le esplicite affermazioni di Biden e della sua amministrazione. Ed è stato però impossibile parlarne.
Epperò la vita è strana: si intrecciano gli avvenimenti e spesso dimostrano le gambe corte delle bugie; o delle propagande senza vergogna che vengono ritenute verità perché un dibattito non si accende, stoppato nel suo nascere da…. vallo a capire il perché.
Sta di fatto che un istante dopo che gli USA hanno deliberato – in formato bipartisan – 95 miliardi di dollari (di cui 60 per l’Ucraina) di nuovi finanziamenti in armi, ritornano quelle dichiarazioni che dicono della partecipazione degli USA alla guerra per suoi interessi e per fini tutt’altro che di difesa della libertà ucraina. O solo di essa.
Guarda caso, la decisione, dopo mesi di stallo, arriva a valle di una ormai non più nascondibile divulgazione da parte dell’informazione – quella libera – di documenti e testimonianze sul pressing britannico e americano che portarono a convincere Zelensky a non accettare una bozza di accordo per la pace, pronta a marzo/aprile 2022; ed, allora, in fase di avanzata discussione. (suggerisco la lettura di Foreign Affairs, del Washington Post, del The Guardian, dell’Ukrainska Pravda (organo di stampa del governo ucraino), di Davyd Arakhamiia e Oleksandr Chalyi persone dell’entourage di Zelensky, qualche dichiarazione israeliana e tanto altro).
“Scandalo” uscito dalla sostanziale secretazione? Allora inutile fare manfrine: via libera ai soldi USA per la voluta guerra in Ucraina.
E, visto che ci siamo, anche a Israele: che fa le bizze, ma ha contro quel mondo arabo legato a Russia. E mettiamoci pure la Cina.
E’ un caso fortuito? Sarà, ma puzza.
In definitiva, è sempre più chiaro, la questione Ucraina è “solo” una tappa di uno scontro che ha confini ed obiettivi ben più grandi. Comunque diversi dai soli quelli a noi propinati dalla propaganda. Con il pagamento, da parte europea, dei rischi in “casa nostra”, sacrifici, destabilizzazioni economiche e sociali.
Acclarato tutto questo, resta da capire cosa fa l’Europa. Ed ancora una volta brilla l’assenza di ogni posizione autonoma europea, che non può che essere quella di una azione diplomatica pressante, oggi più difficile di due anni fa ma ancora possibile: sul terreno, la attuale situazione di stallo militare lo consente. Recuperare il contenuto del “mancato accordo” di aprile 2022 mi sembra accettabile sotto ogni punto di vista.
Dunque occasione e contenuti vi sarebbero: bisognerebbe partire.
Invece Orban ci avvisa che siamo ad un passo dall’invio di truppe in Ucraina. Una voce già venuta alla luce anche da altre fonti, e più volte. “Si tratta di un vortice di guerra che può trascinare l’Europa nel baratro. Bruxelles gioca col fuoco”” dice Orban.
Forse è il caso che, stavolta, lo si ascolti. O lo si smentisca, ma nei fatti e con i fatti e senza ricorrere al ritornello del suo “difetto” di illiberalità. In ogni caso che non si facciano stupidità.
Governo e PD ci facciano una riflessione intanto che Conte si frega le mani. Se si continua così, vincerà facile una battaglia sul no alle armi. E sarà come, in tutt’altro campo è stato, il Reddito di Cittadinanza ed il 110%: una sequela di guai per il futuro.





