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IL NON APPOGGIO USA AD UN ATTACCO ALL’IRAN

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 È di tutto sommato poche ore fa la notizia diffusa da Global Eye News riguardo al fatto che gli Stati Uniti hanno annunciato che non supporteranno alcun attacco israeliano all’Iran, attacco che il Gabinetto di Guerra di Natanyahu —un Netanyahu alleato, per poter continuare a ‘galleggiare’ politicamente e così evitare di affrontare il procedimento penale pendente sul suo capo, con la peggiore destra israeliana (quella che sta creando allo Stato Ebraico il più grave danno di immagine che chiunque avrebbe anche solo potuto ipotizzare fino a qualche mese fa)— sembra voler effettuare nella giornata corrente.

Quello che dispiace è che la politica oltremodo ultranazionalista di questo esecutivo —esecutivo che con i cosiddetti valori occidentali tanto spesso richiamati nulla ha a che vedere—, tradottasi nell’azione militare ancora in corso a Gaza, sta facendo potentemente rinascere nel mondo quel sentimento antisemita che nulla giustifica, ma che, purtroppo, si sta evidenziando con sempre maggior vigore anche a causa del supino atteggiamento della Casa Bianca che di fatto, con il suo appoggio sin qui incondizionato a Tel Aviv, alimenta la rinascita di quella inaccettabile diffidenza nei confronti dell’Ebreo in quanto tale, oltre che ad inficiare il buon diritto di Israele ad esistere e vivere finalmente in pace.

Che dalla risposta militare israeliana possa derivare un allargamento del conflitto è un rischio che a questo punto, dopo la dichiarazione riportata da Global Eye, si allontana anche in ragione del fatto che l’appoggio USA ad Israele ha finalità diverse da quelle che lo stesso Netanyahu si illude abbia, trattandosi di un sostegno pro tempore che nulla ha a che vedere con quello degli anni passati.

Le reazioni negli Stati Uniti alle dichiarazione di Biden non si sono fatte attendere. Una tra le tante è stata quella del Senatore John Kennedy che ha invitato il presidente Biden a prendere una posizione più forte contro l’Iran dopo che la sua amministrazione ha consigliato a Israele di non reagire all’attacco iraniano di sabato notte. Nello specifico il Sen. Kennedy ha affrontato il tema dell’attacco iraniano durante un’apparizione a “Fox News Sunday”, criticando il non ferreo sostegno di Biden a Israele con le seguenti parole: “Negli ultimi 60 giorni, abbiamo visto il Presidente Biden vacillare nel suo sostegno a Israele” aggiungendo “Con tutto il rispetto, vai su Amazon e compra una colonna vertebrale online. La pace attraverso la debolezza non funziona mai, non con questi uomini duri e armati”.

Forse varrebbe la pena ricordare che il suo ben più illustre predecessore, si vede che cacciarsi nei guai è un dono di famiglia, ai tempi del Vietnam, contravvenendo a tutte le indicazioni del Pentagono e della CIA, si intestardì nel promuovere un sempre più massiccio invio di uomini e mezzi in quel lontano Paese facendo sì che gli Stati Uniti si trovassero invischiati nel peggiore pantano politico–diplomatico dell’epoca la cui ingloriosa conclusione portò alla fine degli Accordi di Bretton Woods e l’inizio del declino della leadership targata USA.

Le dichiarazioni del Senatore Kennedy, che ha ridicolmente accusato Biden di “essere influenzato dall’ala Hamas del Partito Democratico” e ha invitato il presidente a rafforzare il suo sostegno a Israele, aggiungendo che “Il popolo americano può essere povero sotto Biden, ma non è stupido” e che per tale ragioni gli Stati Uniti devono “stare dalla parte di Israele” evidenziano il purtroppo oltremodo grave disagio dell’establishment statunitense e della sua classe politica che non perde fin troppo spesso l’occasione per evidenziare la propria patente incompetenza.

La populistica conclusione della esternazione del Senatore Kennedy contro l’Iran e i suoi surrogati, testualmente:”Israele non è in guerra con Hamas o Hezbollah o lo Yemen”, ha detto il senatore. “Sono tutti surrogati dell’Iran, sono prostitute. Il protettore è l’Iran. Israele è in guerra con l’Iran. L’Iran odia gli americani. L’Iran odia gli ebrei. L’Iran vuole uccidere gli americani e gli ebrei. E se gli porgiamo l’altra guancia, ce la ritroveremo sul collo” a questo punto si commenta oltremodo da sé: ed è questo che preoccupa maggiormente.

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  • Redazione

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