
di Giovanni Bernardini
Venti di guerra fra Iran e Israele.
Per chi non lo ricordasse, o facesse finta di non ricordarlo, l’Iran è il paese in cui la polizia morale picchia a sangue giovani donne “ree” di non indossare correttamente il velo islamico.
In cui una giovane avvocatessa è stata condannata a 148 frustate per aver difeso i diritti umani di donne e uomini iraniani.
In cui non molto tempo fa una grande rivolta popolare è stata stroncata a suon di sentenze di morte, eseguite, e di massacri di inermi manifestanti.
Per farla breve, l’Iran è una oscena teocrazia in cui quotidianamente tutti i più elementari diritti umani vengono violati.
Israele invece è un paese che riconosce a tutte le minoranze, a partire da quella araba, tutti i fondamentali diritti, compreso quello di culto.
E’ un paese in guerra da 76 anni, ma in cui è stata eseguita una sola sentenza di morte: quella contro il criminale nazista Adolf Heichmann.
Per farla breve Israele è una democrazia occidentale, quale che possa essere il giudizio su questo o quel leader israeliano.
Con chi si schierano oggi i progressisti, i difensori delle donne, i fautori del libero pensiero, i sostenitori dei diritti degli omosessuali?
Sono con la democrazia israeliana o con la teocrazia iraniana?
Ce lo dicano, pere favore.





