
di Angelo Ciccarella
La data sulle sorti future dell’Umanità è ignota pure agli angeli. Quel poco che sappiamo ci relega all’Undicesima ora, la vigilia del compimento di ciò che fu profetizzato nei secoli scorsi.
Tutti i segni esteriori di questa fine del mondo sono dati come presenti. Gli eventi verificatisi in questi ultimi decenni sarebbero la premessa dell’Evento.
Il nostro domani sarà così crudele? Il peggio che ci possa capitare però sta nel non porci alcuna domanda, è fluttuare nel mare indistinto dell’ incoscienza.
Non da soli abbiamo creato le cause di tutte le sciagure; non da soli ci dirigiamo verso la conclusione. Il Nemico per antonomasia ha fatto la sua parte e non rinuncerà certo adesso alla sua empia azione.
Ci siamo allontanati dalla Fonte e viaggiamo sterilizzati spiritualmente sulla china della nostra disperazione. Fabbrichiamo armi di distruzione di massa pretendendo di far credere che siano deterrenti.
La scienza esplora senza giudizio i bassifondi della materia; spacca la cellula e spezza l’atomo; produce veleni e falsi antidoti. E sebbene siamo ben lontani dai fasti di Atlantide, abbiamo già toccato il punto di non ritorno.
La via è senza uscita, almeno così sembrerebbe. Le conseguenze delle azioni malvagie non ricadono soltanto su chi le ha fatte: tutti siamo coinvolti in questa tragedia.
Ciò che sta per accadere è l’adempimento della Legge universale. Nel Vangelo è detto che è necessario che questo avvenga. E se Dio è il motore dei destini di noi tutti, non dobbiamo temere.
Come il figliol prodigo, saremo accolti alla casa del Padre, ma non senza patimenti. Teniamoci pronti, assisteremo a cose mai viste finora.
Dimenticavo. Prestiamo attenzione all’eclisse di sole quando non è prevista.





