
Il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha fatto causa ad Apple, accusando la società di avere violato la normativa antitrust creando un monopolio illegale nel mercato degli smartphone.
Nella causa, presentata assieme ai procuratori generali di 16 Stati, il governo federale afferma che le pratiche della società di Cupertino, relativamente alla gestione del suo App Store e all’incompatibilità con i prodotti di altre piattaforme, hanno limitato la concorrenza e danneggiato consumatori e imprese del settore.
Per anni, Apple ha risposto a qualsiasi minaccia sul piano competitivo con regole e restrizioni contrattuali, che hanno permesso all’azienda di imporre prezzi più alti ai consumatori e tariffe più elevate ai creatori e agli sviluppatori”, ha affermato in una nota Jonathan Kanter, assistente del procuratore generale Usa con delega all’antitrust.
La causa, ha aggiunto, è tesa a fare in modo che Apple non possa applicare “la stessa strategia illegale in altri mercati strategici.
La società ha risposto smentendo le accuse, affermando invece che la procedura avviata dal governo “mette a rischio la nostra stessa essenza e i principi che fanno spiccare i nostri prodotti in mercati altamente competitivi”.
In una nota, Apple ha aggiunto che la causa, se avrà successo, potrebbe “minare la nostra abilità di creare la tecnologia che i consumatori si aspettano da una azienda come la nostra, e creerebbe anche un pericoloso precedente: il governo, infatti, avrebbe una influenza diretta nel plasmare le tecnologie di cui usufruiscono i cittadini”.





