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BCE, CONTRO ORDINE COMPAGNI, NON SIAMO PIU’ GRETINI

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di Marforius

 

Fino a pochi giorni fa la BCE ha favorito le attività a favore della cosiddetta politica green, ovvero ciò che riguarda la transizione verde e i rischi climatici. Adottando anche scelte, che per diversi commentatori non sono parse di competenza di una Banca centrale, che per di più, nel nostro caso, è l’unica banca centrale al mondo, cui non corrisponde una entità statuale. Una Banca che ha, comunque, come competenza primaria il contenimento dell’inflazione e le attribuzioni inerenti alla politica monetaria, cui sono state aggiunte le attribuzioni riguardanti la supervisione del sistema finanziario.

Come già osservato, interventi, ispirati dalla politica green, si riflettono appunto sul sistema finanziario. Le scelte influenzate da politiche green non dovrebbero essere di competenza della BCE, poiché in tal modo viene influenzata l’economia reale, esorbitando dal ruolo che la BCE dovrebbe svolgere, ivi compreso il ruolo di regolatore del sistema finanziario stesso. La qual cosa  postulerebbe che non si dovrebbero prevedere derive, che potrebbero peraltro portare a risultati, che ricordano quelli conseguiti dalle economie pianificate  di sovietica memoria, che è meglio dimenticare.

Ora da quanto si apprende la BCE ha reso noto uno studio, che mette in discussione il cosiddetto Green Deal e la strategia ambientale, al momento adottata, anche dalla stessa, e dalla Unione Europea. Le considerazioni pubblicate in detto studio, contrarie all’indirizzo sino ad ora seguito, derivano dalla constatazione riguardante i costi, che sia nel breve e sia a medio termine, sarebbero in pratica non sostenibili per le imprese e quindi per il sistema economico europeo.

Di fronte a questa presa di posizione sarà interessante vedere cosa farà la Commissione Europea, la quale, solo per ricordare i provvedimenti più recenti, ha emanato ulteriori direttive “green” quali quelle riferite alle case green, agli imballaggi e agli agrofarmaci, che già hanno già destato notevoli preoccupazioni, oltre che a mostrare una palese mancanza di buon senso.

Siamo allora di fronte a una BCE meno “gretina”?  Sembrerebbe di sì. Una inversione strategica non di poco conto che, se rimarrà tale, certamente influenzerà anche il corso politico che deriverà dalle imminenti elezioni europee.

Peraltro, non ci voleva molto a capire che una politica ambientale integralista, riferita a neanche a un decimo della popolazione mondiale e a un territorio ancor meno percentualmente rilevante, non è nei fatti risolutiva, allorché il resto del mondo continua a non adottare politiche ambientali minimamente similari. Senza considerare che le imprese europee mostrano, come chiunque sa, costi di produzioni enormi rispetto ai paesi asiatici, che la follia “green” comunitaria ha accresciuto ancor più.

C’è da chiedersi se BCE ha avuto un “rinsavimento” spontaneo o “spintoneo”. Chissà. In ogni caso, si spera che  i cittadini europei avranno modo,  di elaborare un minimo di riflessione, dalla quale potrebbero derivare scelte che possano riportare l’Unione a ricercare un quadro sostenibile e conforme agli interessi comunitari.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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