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IL MEDITERRANEO E’ OCCIDENTE

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di Savino di Scanno

Nel girovagare tra gli scaffali di una nuova libreria, incurante di sguardi torvi di chi inorridiva nel vedere un Uomo con pipa (accesa) che sfogliava distratto i libri esposti, caro lettore sono rimasto “folgorato” da un testo di Benjamin Wardhaugh intitolato “Il libro delle Meraviglie Euclidee “. Immediatamente acquistato, nel continuare ad aspirare la pipa ricambiando con occhiate feroci gli astanti, mi sono immerso nella lettura delle prime pagine ove si narra di Alexandreia, regno di Tolomeo I, dove Euclide, il “geometra” inizia una Storia che segnerà il mondo scientifico nei millenni successivi. In pochi attimi mille i pensieri che hanno attraversato la mente. Alessandria d’ Egitto, fondata da Alessandro Magno nel 351 a.c., città di biblioteche, di uomini di cultura, terra di scontri religiosi negli anni addivenire, pensa è stata testimone degli amori di Cesare e Cleopatra.
Alessandria sul Mediterraneo. Il Mediterraneo.
Riflettiamo un attimo. Alessandria ma prima ancora Atene, poi Roma. Il “Mare Nostrum” culla della nostra Civiltà. Facciamo spazio alla nella mente e viaggiamo nel tempo. A questi cattedratici del nulla eterno, che non conoscono neanche il significato di cosa significhi il Mediterraneo per l’Europa rispondiamo con un nome…Federico II.
Nato in pubblica piazza a Jesi, generato da Costanza di Altavilla il 26 dicembre del 1194 lo possiamo considerare il “Primo” fra pari nel contesto politico della storia di Italia e di Europa. Lo ” Stupor Mundi” fonderà università, erigerà castelli, scomunicato non si sa’ quante volte dai Papi di Roma, in prossimità della morte in una Contrada della Capitanata il 13 dicembre 1250 vedrà finire la sua vita terrena indossando un saio cistercense per poi essere traslato con gli onori imperiali nella Cattedrale di Palermo. Ma è sempre il Mediterraneo l’attore principale. Non possiamo scrivere in poche righe millenni di Storia ma indomito lettore pensa che con Euclide nei secoli successivi abbiamo avuto Leonardo, il Rinascimento. Ma deve essere scritto che poi sempre in Europa, si sono scatenate le più feroci guerre, di cui nel ‘900 ben 2 divenute mondiali.
Il Mediterraneo. L’Impero Romano inviava sulle sponde del Mediterraneo i consoli ed ambasciatori più qualificati ed importanti relegando nelle nebbiose valli britanniche o nelle cupe foreste germaniche le persone meno gradite?
Stiamo giungendo alle conclusioni.
Il Mediterraneo è l’Occidente, perché il Mediterraneo è la Cultura dell’Occidente, il suo Spirito, la sua Bellezza.
Dobbiamo iniziare a scrivere queste “cose”, dobbiamo ripeterle, perché quello che ci hanno raccontato in questi ultimi decenni è solo una “truffa intellettuale “. Basta con questi cialtroni del cancel culture, con i pervertiti della filosofia woke o con gli psicopatici del transumanesimo. È grazie alle loro follie, alla demenza dei padroni del mondo di Davos che abbiamo l’Orso russo fuori la porta di casa, oltre al fatto che è comodamente seduto in salotto il Dragone cinese.
Adesso cosa facciamo? Continuiamo a dare ascolto ai professori delle riviste patinate esperti di tuttologia?
Quando l’eroico esercito ucraino non ce la farà più, quando gli emuli di John Wayne ammaineranno la bandiera a Stelle e Strisce, contro il Kgb chi ci mandiamo, quattro deficienti dalle movenze “fluide”?
Un ultimo aspetto. Chi rappresenta sopra ogni simbolo il Mediterraneo e l’ Europa unita?
La “croce” espressione delle nostre comuni radici giudaico cristiane, e lo scrivente che ad alta voce si professa cattolico apostolico romano finché Dio lo permetterà si opporrà’ con tutte le sue forze verso chi questo Simbolo lo vuole abbattere, visto alcune dichiarazioni recenti provenienti da taluni paesi.
Concluso narrando un aneddoto solo per auspicare un sorriso.
Vediamo chi scrive riguardo Roma, l’Urbe che si adora, la madre dei figli. Ma poi, capita, si conosce anche qualcun altro.
Una sera di anni orsono camminavo sul lungomare di Beirut, prima che ci fosse la devastante esplosione di qualche anno fa.
Era tardo pomeriggio ed incurante di qualche cattivo soggetto che camminava a qualche decina di metri distanza, mentre si osservava il mare nella considerazione che era lo stesso mare che si poteva vedere a Napoli come a Tripoli fino a Gibilterra, si incrociò lo sguardo di una giovane donna. Bellissima. Più giovane di qualche anno si ricorda la pelle olivastra, i capelli biondi, gli occhi verdi. Alta non più di 1 metro e sessanta avvolgeva il collo con un foulard coloratissimo, una collana di corallo. Le mani abbellite con geroglifici Mehndi dipinti con Helle’.
Guardava un uomo vestito di scuro e forse era incuriosita od impaurita.
Non sapendo cosa dire si improvvisò un ” Inshallah”…
La giovane donna sorrise e rispondendo ” Salam Alaykum” continuò il suo cammino.
L’ uomo vestito di nero poté’ soltanto dire, a mezza voce ” Alaykumu s Salam” e la perse di vista.
Questo è il Mediterraneo.

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  • Redazione

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