
L’Ucraina “si trova in un momento critico e far vincere Putin, non fornendo abbastanza armamenti a Kiev, sarebbe un errore storico da parte della Nato”.
Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso della presentazione del rapporto annuale 2023 dell’Alleanza Atlantica. “Il sostegno senza precedenti degli alleati della Nato hanno aiutato l’Ucraina a sopravvivere come nazione sovrana e indipendente” ma Kiev “ha bisogno di un sostegno ancora maggiore, e ne ha bisogno adesso”, ha ammonito Stoltenberg in conferenza stampa a Bruxelles. “Gli ucraini non sono a corto di coraggio ma di munizioni – ha aggiunto -. Insieme, abbiamo la capacità di fornire all’Ucraina ciò di cui ha bisogno. Ora dobbiamo dimostrare la volontà politica di farlo. Tutti gli alleati devono impegnarsi a fondo e consegnare rapidamente. Ogni giorno di ritardo ha conseguenze reali sul campo di battaglia in Ucraina. Questo è un momento critico e sarebbe un grave errore storico permettere a Putin di prevalere. Non possiamo permettere a leader autoritari di farsi strada usando la forza”, ha ribadito il segretario generale della Nato parlando alla stampa e ricordando che i successi sul campo di battaglia dei russi sono dovuti principalmente alla mancanza di forniture occidentali a Kiev.
“È quindi urgente – ha proseguito Stoltenberg – aumentare le forniture”. Un messaggio chiaro e indirizzato anche a Washington, con l’approvazione del nuovo pacchetto di aiuti a Kiev da parte degli Stati Uniti ancora bloccata dal Congresso, e che gli alleati Nato seguono “da vicino”, ha sottolineato Stoltenberg. “Washington non è sola” e “anche gli alleati europei e il Canada forniscono un sostegno significativo, ma tutti devono fare di più. Abbiamo bisogno di un impegno a lungo termine per consentire agli ucraini di pianificare meglio il conflitto. Abbiamo la capacità e le economie, si tratta di una questione di volontà politica, di prendere le decisioni e di dare priorità al sostegno all’Ucraina, e quindi di decidere di investire maggiormente nell’industria della difesa”, ha precisato.
Una volontà politica che sembra entrare sempre di più nel dibattito politico delle istituzioni europee, sia per quanto riguarda i finanziamenti da garantire all’industria comunitaria di Difesa, che per quanto riguarda la tipologia di investimenti e di armamenti su cui puntare e produrre. È stato proprio Stoltenberg a chiedere, in conferenza stampa, che l’Ue si impegni per ridurre la frammentazione del settore militare, garantendo una maggiore interoperabilità fra le forniture e gli armamenti di ogni Stato alleato.





