
di Gianvito Caldararo
In ricordo di Carlo Tognoli, indimenticato sindaco di Milano.
Il 5 marzo del corrente anno è stato ricordato il terzo anno della scomparsa di Carlo Tognoli, l’indimenticato sindaco di Milano, il più giovane della storia della città. Era il 12 maggio del 1976 quando Tognoli fu eletto sindaco di Milano succedendo al socialista e partigiano (“Iso”) Aldo Aniasi, il sindaco che affrontò gli anni del sessantotto operaio e studentesco e il terrorismo. Tognoli sarà sindaco di Milano per un decennio (1976-1986 e risulterà tra i migliori sindaci di Milano. Infatti, Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, nel suo messaggio di cordoglio, lo ricorderà con le seguenti parole : “sindaco capace e illuminato , dotato di grande empatia che lo faceva sentire partecipe dei suoi concittadini che ancora in questi anni lo salutavano Sindaco. Innamorato di Milano, paziente nel tessere rapporti, ha prestato grande attenzione nel favorire una città che si interpretasse nell’area metropolitana come comunità accogliente, abitabile e rasserenata dopo gli anni del terrorismo”. La sua nomina fu accompagnata da una rovente polemica del giornalista Giorgio Bocca, che con un articolo sull’Espresso definiva Carlo Tognoli come un ” orfanello “. In realtà, Tognoli è rimasto orfano ancora bambino. All’articolo di Giorgio Bocca, uno dei tanti intellettuali dalle due vite, cioè prima aderente del fascismo e poi transitato nelle fila del Pci di Palmiro Togliatti – noto come il ” Migliore ” – che seppe accogliere nel suo partito gli intellettuali dei quali conosceva i loro trascorsi, ma li aveva ” perdonati ” e sapeva che questo atto di clemenza avrebbe garantito la loro fedeltà, reagì Bettino Craxi con una lettera indirizzata a Bocca, che riporto integralmente : ” Caro Bocca, leggo sull’Espresso il tuo indegno attacco ed insolente contro il compagno Carlo Tognoli, nuovo sindaco di Milano. Un compagno designato per acclamazione dai socialisti milanesi alla alta responsabilità, un candidato sul quale si è manifestato un esplicito gradimento di tutte le forze della sinistra milanese, un sindaco eletto con un voto di stima personale che è andato al di là dei confini della maggioranza politica su cui può contare. E’ una aggressione della quale se non ti sei già vergognato rileggendo l’articolo stampato dovrai presto o tardi farlo. Il tutto appare ispirato da un assurdo livore. Quel livore che rende gli uomini ciechi, stupidi ed ingiusti. Ti sei posto, in questo caso, su di un terreno talmente sbagliato che puoi ritrovare quello giusto e corretto soltanto da solo. Ma è piuttosto per un’altra ragione che ti scrivo e che mi riguarda personalmente. Il tuo articolo contro Carlo Tognoli si conclude con una perfidia diretta contro di me. Mi corre, al proposito, l’obbligo di precisare che in vita mia non sono mai stato ad un funerale in maniche di camicia sia che il defunto fosse un parlamentare, sia che fosse extraparlamentare. Vado ad un funerale mosso da un istinto e non predetermino un rapporto politicamente calcolato con il mio guardaroba. Tutto questo non può che essere il frutto di una mente contorta. Io non sono uno sciacallo di funerale e Carlo Tognoli, per opinione generale, ha tutte le qualità per essere un ottimo sindaco. Tanto di dovere. Bettino Craxi “. Ancora una volta, avrà ragione Craxi e non Bocca. Carlo Tognoli, risulterà uno dei migliori sindaci di Milano, che i socialisti hanno offerto alla città di Milano. Mentre Bocca, sarà anche ricordato come l’artefice dell’arresto di Paolo Berardi , industriale , il quale il 5 gennaio 1943 viaggiava sul treno Cuneo-Torino e stava tentando di convincere alcuni reduci dalla Russia che la guerra era ormai perduta. Bocca lo denunciò alla polizia per disfattismo non prima di avergli rifilato uno schiaffo. Berardi fu poi arrestato e condannato a due anni di confino. Con gli anni scopriremo una lunga sequela di nomi che dopo l’adesione al fascismo transiteranno, principalmente, nel Pci. Mirella Serri, li riporta nel suo libro dal titolo ” Redenti “. Personaggi come artisti, intellettuali e scrittori , quasi tutti erano stati fascisti sino al 1942 e avevano quindi una particolare familiarità con la professione ” dell’intellettuale organico “, che si proporranno come fiancheggiatori e sostenitori esterni del partito di Togliatti ( ” il migliore ” ) , cioè colui che con passo determinato mirare a far devenire il Pci il partito leader dell’antifascismo.





