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COMMISSIONE COVID, LARIVOLTA DELLE OPPOSIZIONI

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di Gianvito Caldararo

Il Corriere della Sera di domenica 3 marzo 2024, con questo titolo annuncia la proposta avanzata dal senatore Dario Franceschini del PD, di “disertare i lavori della commissione d’inchiesta sul governo precedente, cioè quello guidato da Giuseppe Conte del M5S e dal ministro alla sanità Speranza, all’epoca leader di Articolo 1 e ora esponente del PD di Elly Schlein. Il senatore Dario Franceschini, uno dei primi ad essere sconfitto alle elezioni politiche nella sua città di Ferrara da un candidato della Lega, nonostante la carica di ministro, sostiene che è giusto” disertare i lavori della commissione d’inchiesta sul Covid “perché si è in presenza di un tribunale politico per valutare il governo precedente”.

La commissione d’inchiesta è passata con i voti della maggioranza di governo e più quelli di Italia Viva di Renzi, nel mentre le opposizioni hanno espresso voto contrario. La proposta del senatore Franceschini è stata condivisa da Riccardo Magi, numero uno di + Europa, e da Elena Bonetti, già di Italia Viva di Renzi e ora vicecapogruppo alla Camera di Azione, il partito di Carlo Calenda, la quale ha dichiarato “E’ un gioco rischioso. La si vuole usare come un manganello contro gli avversari politici”. La proposta di Franceschini è in corso di valutazione sia nel PD che nel M5S, come pure di “valutazioni in corso” parla Luana Zanella, capogruppo alla Camera di AVS (Allenza Verdi e Sinistra di Bonelli e Fratoianni).

Nelle opposizioni si nota una certa prudenza, attesa che la proposta di Dario Franceschini, creerebbe un pernicioso precedente, in pieno contrasto con quanto avvenuto per le 98 precedenti commissioni di inchiesta, che hanno visto la partecipazione attiva di tutti i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Da parte della maggioranza la proposta di Franceschini non ha creato alcun timore. Anzi, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, l’on.le Foti, ha dichiarato: “Nessun tribunale parallelo, la commissione accerterà i fatti. Chi diserta non le impedirà di assolvere ai suoi compiti”. Il senatore Lucio Malan, capogruppo al Senato di FdI, ha evidenziato che le Commissioni d’inchiesta sono previste dalla Costituzione. Infatti, l’articolo 82 della Costituzione così recita: “Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse”. Di fronte alla proposta di Franceschini, sferzante è stata Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva, con la seguente dichiarazione: “Noto grande agitazione nel PD e nel M5S. Chi ha paura della verità”?

A tal proposito, il senatore Renzi, quando è stata sollevata la questione di illegittimità costituzional , ha ricordato e illustrato i contenuti della sentenza della Corte Costituzionale n° 231 del 1975, la quale ha stabilito quali sono i compiti, i limiti e le prerogative di una commissione d’inchiesta. Tale sentenza, ha evidenziato Matteo Renzi, ha stabilito quanto segue: “Compito della Commissione parlamentare d’inchiesta non è di giudicare, ma solo di raccogliere notizie e dati necessari per l’esercizio delle funzioni delle Camere; esse non tendono a produrre, né le loro relazioni conclusive producono, alcuna modificazione giuridica (com’è invece proprio degli atti giurisdizionali), ma hanno regolarmente lo scopo di mettere a disposizione delle Assemblee tutti gli elementi affinché queste possano, con piena cognizione delle situazioni di fatto, deliberare la propria linea di condotta, sia promuovendo misure legislative, sia invitando il Governo ad adottare, per quanto di sua competenza, i provvedimenti del caso.

L’attività d’inchiesta rientra, nella più lata nozione della funzione ispettiva delle Camere; muove da cause politiche ed ha finalità politiche; né potrebbe rivolgersi ad accertare reati e connesse responsabilità di ordine penali, ché se così per avventure facesse , invaderebbe indebitamente la sfera di attribuzione del potere giurisdizionale. E, ove nel corso delle indagini vengono a conoscenza di fatti che possano costituire reati, le Commissioni sono tenute a fornire rapporto all’autorità giudiziaria”. Alla luce di tali chiarimenti, la proposta di Dario Franceschini, di “disertare i lavori della Commissione d’inchiesta sul Covid, appare infondata e costituirebbe un precedente molto pericoloso, concedendo alla maggioranza un assist” per condurre una campagna di attacchi permanenti verso il Governo Conte-Speranza, in nome del “pericolo della verità di quanto accaduto”. Pertanto, siamo convinti che il PD e il M5S non accetteranno la proposta di Franceschini, ma parteciperanno attivamente ai lavori della Commissione, salvaguardando rigorosamente quelli che sono i compiti, i doveri e i limiti  della Commissione d’inchiesta ed evitare di debordare da tali disposizioni, tenendo conto, infine, della coerenza avuta per le precedenti altre 98 Commissioni d’inchiesta costituite dai sensi del citato articolo 82 della vigente Costituzione.      

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  • Redazione

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