Tagliamo la testa al Mostro della burocrazia
di Ugo Busatti
Beh, ogni tanto qualche buona notizia. Burocrazia zero, o quasi, per 45 attività artigiane che ricomprendono al loro interno 85 differenti Codici Ateco.
Che vanno dai muratori agli organizzatori di ricevimenti e feste, dai falegnami agli imbianchini, dai piastrellisti ai graphic designer o ancora produttori di software.
Per queste categorie avviare un’impresa artigiana diventa più semplice. Restano giustamente solo le procedure in materia ambientale, di salute e di sicurezza previsti in base alle attrezzature utilizzate.
Il vantaggio di azzerare la burocrazia, come SEI (Stato Etico) include nel proprio progetto, non é solo lasciare libero il cittadino di esercitare la propria attività e strutturarsi in modo rapido ed efficiente all’interno del Sistema produttivo, aumentando le possibilità di lavoro e di sviluppo.
Ma anche costituisce un grande risparmio in termini di tempo e soprattutto di soldi, visto che la burocrazia costa denaro, per lo più inutilmente impiegato.
Come spiegato dal ministro Zangrillo: «fino ad ora per l’avvio di una falegnameria erano necessari una ottantina di adempimenti, per lo più prassi prive di fondamento giuridico. Oneri amministrativi a carico delle imprese che vengono ridotti uniformando il quadro normativo ed eliminando il titolo abilitativo per l’avvio delle attività».
La semplificazione é la strada giusta non solo per le attività artigianali o imprenditoriali, ma per tutto. SEI la fa propria ad ogni livello, a partire da quello fiscale. Con una architettura diversa, fattibile, equa socialmente, e facilmente realizzabile, si potrebbe introdurre un automatismo fiscale con la eliminazione totale degli adempimenti a carico delle imprese o del cittadino.
Questo ovviamente all’interno di un quadro più ampio di diversa allocazione dei servizi pubblici, gratuiti ed efficienti.
La strada comunque è questa: semplificare. Tagliare la testa al Mostro della burocrazia.





