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I SANTONI DELLA MORALE LAICA E ANTIFASCISTA

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di Gianvito Caldararo

Non ho mai tollerato e meno che mai compreso del perché certi Santoni hanno sempre rivolto feroci attacchi ai socialisti ed in modo particolare a Craxi, cresciuto in una famiglia antifascista e da sempre antifascista e convinto democratico.

Craxi che è stato allievo di Nenni, cioè di un sincero combattente per la democrazia e la Repubblica, che ha visto morire la figlia minore Vittoria, attivista e resistente antifascista, ad Auschwitz. Nonostante ciò, non sono mai riuscito a comprendere di come certi Santoni della morale laica e antifascista, hanno sempre considerato come nemici i socialisti.

Eppure, questi Santoni sono stati coloro che sono stati compromessi con il regime fascista e che, forse, sia fisicamente che idealmente erano presenti alle adunate oceaniche, quando dal balcone di Palazzo Venezia  c’era chi inneggiava a “libro e moschetto”. Questi personaggi hanno poi mutato convincimenti e posizioni quando all’orizzonte si iniziò a scorgere la sconfitta; e ciò non è questione di poco conto il fatto che, mutato il vento, abbiano voluto imporre la loro nuova ideologia al resto del Paese e divenendo i più feroci critici, a volte senza ragione, dei socialisti e di Craxi in modo particolare.

Alcuni esempi restano nella memoria per il fatto che hanno dominato le più disparate discussioni pubbliche. E’ il caso di Norberto Bobbio, il verbo laico per eccellenza, “la morale” incarnata nel volto scavato, che volle liberarsi del tarlo che, forse, lo corrodeva solo nel 1999. Iscritto al GUF, l’organismo universitario fascista, in più di una occasione aveva tentato mediante raccomandazioni di ottenere una cattedra universitaria. Lo confessò alla fine della sua vicenda umana quando furono trovate delle lettere indirizzate al Duce tutte con l’identica chiusa finale: ” Con devota fascistica osservanza”.

Un altro Santone laico e antifascista è stato anche Giorgio Bocca, che il 5 gennaio del 1943, come racconta Luigi Iannone, “sul treno Cuneo-Torino incontrò l’industriale Paolo Berardi il quale stava tentando di convincere alcuni reduci dalla Russia che la guerra ormai perduta. Bocca lo denunciò alla polizia per disfattismo non prima di avergli rifilato uno schiaffo: Berardi fu arrestato e condannato a due anni di confino. E sarà Giorgio Bocca, il 12 maggio del 1976, quando il giovane socialista Carlo Tognoli, fu eletto alla unanimità sindaco di Milano, che scriverà sull’Espresso un articolo nel quale evidenziava spregevolmente che a sindaco di Milano era stato eletto “un orfanello”.

Dura e severa fu la reazione di Craxi, il quale indirizzo a Bocca una pesantissima lettera. Lo stesso Bocca, sarà l’artefice di opporsi alla iniziativa del 2010 di Letizia Moratti, sindaco di Milano, quando aveva deciso di intitolare a Craxi una via di Milano. Si oppose in maniera squallida, definendo Craxi “un bandito”.

L’altro Santone Laico e antifascista è stato Eugenio Scalfari, già iscritto al GUF, che nel 1942 sarà nominato caporedattore di “Roma Fascista”. In una intervista dichiarò: “Ero molto fascista, ho denunciato alcuni gerarchi, mi espulsero dal GUF. Non sono più fascista”. Ricordava che era stato Balilla moschettiere e poi giovane fascista. E sul suo quotidiano “La Repubblica” , non si stancherà mai di pubblicare le vignette di Craxi con gli stivaloni. E sarà il socialista Giacomo Mancini, che salverà Scalfari dalla galera per il famoso scandalo del “Piano del generale De Lorenzo”, facendolo eleggere deputato e quindi protetto dalla immunità parlamentare.

La verità è che come loro ce ne sono stati tantissimi, che dopo l’esperienza fascista sono diventati i più severi censori di personaggi politici che neanche negli anni del grande consenso del fascismo, come ricordava lo storico De Felice, si erano compromessi con il regime. “L’antifascismo militante” di questi personaggi, che per anni erano stati legati al Duce” con devota fascistica osservanza”, è dunque un mastodontico bazar di verità sottaciute per anni e che abbiamo riprova ogni santo giorno. E di giudici-morali e di antifascisti con la bava alla bocca ne abbiamo avuti tanti e tutti anche ingrati.

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  • Redazione

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